| Alfredo Neri | |
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Altri combustibili Il carbone |
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Mentre la legna brucia "dall'alto verso il basso", una carica di carbone
brucia dal "basso verso l'alto": deve perciò obbligatoriamente
essere disposta su di una griglia, per una appropriata ossigenazione. Poiché il carbone
produce più cenere della legna, la griglia di combustione deve essere mobile e
collegata ad una maniglia, sull'esterno della stufa, che consenta di scuoterla
frequentemente, per liberarla dalla cenere in eccesso, che, ostruendo il passaggio
dell'aria, impedirebbe la combustione e la farebbe surriscaldare.
Per lo stesso motivo è indispensabile che una stufa a carbone abbia un
cassetto per la cenere, che va rimossa frequentemente.
Il carbone brucia a temperature mediamente molto più alte della legna, quindi le pareti della camera di fuoco dovranno essere particolarmente resistenti: alcune stufe a carbone hanno il bruciatore foderato con mattoni refrattari, mentre la griglia dovrà comunque essere sostituita più frequentemente.
Il carbone contiene molto più zolfo della legna ed i suoi fumi sono quindi potenzialmente più corrosivi: è importante pulire accuratamente la canna fumaria ed il canale da fumo appena finita la stagione invernale, per evitare che l'umidità primaverile, combinandosi con gli ossidi di zolfo depositati sulle pareti dei condotti, specie se in metallo, produca acidi in grado di corroderle.
In generale, una stufa a carbone può bruciare anche legna, mentre in una stufa specificamente disegnata per la legna NON SI DEVE MAI bruciare carbone: è dannoso per la stufa e potenzialmente pericoloso.
Il carbone brucia in maniera più efficiente della legna, e quindi i fumi di combustione sono più freddi, il che può compromettere il tiraggio di canne fumarie non ben coibentate. Volendo usare una stufa a carbone, si dovrà porre particolare cura nella realizzazione del camino, e possibilmente, non utilizzare la stufa con temperature esterne miti.
Accendere e mantenere un fuoco di carbone è più delicato e noioso che accendere un fuoco di legna: nella sezione successiva troverete qualche consiglio.
Ciocchi di segatura pressata
Sono ottenuti dai residui della lavorazione del legno, ovvero
ottenuti direttamente dalla lavorazione di tagli di legno non utilizzabili per lavorazioni
più pregiate. I migliori sono realizzati in puro faggio, e la consistenza è ottenuta
dalla semplice pressione, senza aggiunta di collanti.
Contengono una potenza in Kcal/Kg decisamente superiore alla legna (dalle 4000 sino alle 5000 Kcal/Kg), sono più "puliti" e semplici da immagazzinare ed usare, non sporcano e inquinano meno. Producono pochissima cenere e sono facili da accendere.
Tuttavia, gli alti costi di trasporto ne rendono il costo per chilocaloria sensibilmente superiore a quello della legna, sconsigliandone l'uso abituale per il riscaldamento, se non in impianti usati saltuariamente. Bruciano in genere molto rapidamente.
Possono essere utilizzati con vantaggio per accendere il fuoco, o per aumentare velocemente la temperatura di combustione, per riprendere con rapidità un fuoco morente, o per aiutare la combustione di legna non perfettamente secca.
Confezionati generalmente in buste di plastica, vanno utilizzati rapidamente dopo l'estrazione dalla confezione, specie in ambienti umidi: assorbono l'umidità molto facilmente, trasformandosi in mucchi di segatura bagnata del tutto inutilizzabile.
Pellets
Le pellets hanno la stessa origine dei ciocchi di segatura pressata,
ma con un taglio molto più piccolo, essendo in genere cilindretti di 5/6 mm di diametro e
2o 3 cm di lunghezza. Possono essere impiegate solo in stufe specificamente disegnate per
il loro utilizzo.
Le caratteristiche sono praticamente identiche a quelle dei "fratelli maggiori", col vantaggio, però, che la particolare tecnica di combustione delle stufe a pellets le rende, nonostante i costi di trasporto, il combustibile alternativo attualmente più conveniente, insieme ai gusci di frutta secca.
Sono generalmente vendute in sacchetti da 15 Kg., facili da usare ed immagazzinare anche all'interno di appartamenti cittadini ed alimentano stufe semiautomatiche, il che ne spiega la sempre maggior diffusione.
Sono del tutto inutili per chi abbia una stufa tradizionale.
Gusci di frutta secca
I gusci di noci, mandorle, nocciole e pinoli, opportunamente
tritati, costituiscono probabilmente il miglior combustibile naturale esistente. Sono
praticamente privi di umidità, hanno un altissimo contenuto di chilocalorie, e, come
residuo dell'industria alimentare, un costo estremamente contenuto, almeno sinora.
Scarsa ne è invece la disponibilità, se non localmente nelle zone di produzione, dove comunque alimentano un vivace commercio di stufe specificamente destinate al loro utilizzo.
Le stufe a pellets, in effetti, possono essere adattate a questo tipo di combustibile.
" Saponette" di sansa
Pagina aggiornata al 13/03/05
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