
'...inutile come un camino...'
Veramente, la citazione originale, riportata volentieri
in quasi tutti gli opuscoli e le pubblicazioni che si occupano di caminetti, almeno in
Italia, è: '...inutile come un camino d'estate', ed è frase di
Francesco Milizia, Architetto veneto del settecento, riportata nella sua opera Principj
di Architettura Civile, del 1785.
Se ci siamo permessi di parafrasare una così autorevole fonte, è
perché, nei quasi due secoli e mezzo che ci separano dalla pubblicazione del
celebre trattato, l'architettura e l'edilizia civile in genere, la tecnologia del
riscaldamento, così come il nostro stile di vita, si sono talmente modificati, che non ci
è parso troppo irrispettoso attualizzare il problema, e porci la domanda: a
che diavolo serve, oggi, un camino?
Non a riscaldare: se chi legge ha avuto
- o
avrà - la bontà e la pazienza di seguire la trattazione sulle stufe, saprà che un
caminetto aperto è una fonte di calore del tutto inefficiente e, spesso, insalubre, che
è stata da tempo sostituita da altre tecniche di riscaldamento, assai più comode ed
economiche.
Non a cucinare: lasciando pure da parte i cibi
precotti ed i prodotti di 'fast food' che sempre più spesso occupano la nostra tavola
(quando non vengano consumati addirittura in piedi...), francamente non vediamo i nostri
contemporanei di qualunque sesso e condizione rinunciare alle comodità di una cucina
moderna per tornare a tecniche e strumenti di cottura già dimenticati prima dell'alba del
ventesimo secolo. Qualche bruschetta natalizia o pasquale non giustifica certo l'impegno
ed il costo che la realizzazione di un camino comporta.
Pure, mai come oggi i camini sono stati amati e richiesti - e mai come
oggi l'offerta della produzione è stata così varia ed articolata da provocare un così
grave imbarazzo nella scelta. Tutti gli stili e tutte le tendenze del disegno d'interni e
dell'architettura, dal classicismo più tradizionalista sino all'high tech più
avveniristico e sfrenato, sembrano considerare irrinunciabile l'impiego di questo
antichissimo elemento, il fuoco, e della sua cornice: il
caminetto, appunto.
Eppure forse è proprio in questo il segreto della nuova vita del
caminetto: nella sua lussuosa inutilità, nella sua totale separatezza da
qualunque reale scopo pratico.
Svincolato dalla necessità di riscaldare e di cucinare, gravosi
compiti affidati ad altri - più tecnologici e meno aristocratici - strumenti, il camino
gode oggi dell'immenso privilegio di essere scelto, invece che subìto, lasciando
all'estro dell'architetto, all'intuito dell'arredatore, alla genuinità del proprietario,
la libertà della forma, della dimensione, della collocazione. Ridotto a puro contenitore
del fuoco, ritrova la sua primitiva sacralità di focolare domestico, di centro naturale
d'attrazione della vita famigliare, contendendola, egli soltanto, a quell'altra moderna
scatola di luce e colori, la televisione, dal contenuto, ormai, assai più monotono e
ripetitivo del guizzare della sua fiamma.
Accuciarsi davanti al focolare, pulirlo con cura della vecchia cenere,
scegliere e posizionare con calma i giusti tagli di legno, i più piccoli e più facili da
bruciare prima e quelli più grossi e durevoli poi, accendere finalmente il fuoco,
curarlo finché prenda adeguatamente, e poi sedersi soddisfatti ad ammirare il risultato,
attizzando la fiamma ogni tanto, magari solo per il gusto di sfavillare qualche scintilla
in giro, è l'unica antica cerimonia che sia rimasta nella nostra automatizzata e
supertecnologica vita, che ci faccia sentire ancora fratelli di Prometeo, rinnovando
l'eterno stupore del fuoco, e l'intimo orgoglio di saperlo dominare, gesti semplici dal
significato immediato, che suonano corde ancestrali ancora non del tutto sopite della
nostra originaria natura di cacciatori e raccoglitori del Paleolitico....
Lasciarsi abbrustolire al calore della fiamma dà ancora un
piacere che nessun riscaldamento centralizzato può imitare, ascoltare nella notte
lo scoppiettìo dei ceppi dà un senso di sicurezza e rilassamento che nessun moderno
farmaco può sostituire, lasciar vagare lo sguardo sul guizzante e mutevole gioco di luci
di un focolare in penombra libera ancora la fantasia e l'immaginazione che il
bombardamento mediatico radiotelevisivo opprime ed atrofizza...
La semplice cura di un focolare ha un valore terapeutico, crediamo, che
il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe riconoscere, consentendone l'installazione al
prezzo di un modesto 'ticket', come misura profilattica contro lo sciocchezzaio e la
confusione della vita moderna...
Un caminetto riscalda, illumina, favorisce la
ventilazione della casa, fa compagnia ed arreda. Nessun altro componente della casa,
né
strutturale né accessorio, svolge così tante e mutevoli funzioni insieme. Certamente la
caldaia riscalda di più e più economicamente, le lampade elettriche illuminano meglio,
la televisione o la radio hanno una colonna sonora più varia, e altri sistemi tecnologici
rendono la nostra vita più semplice e comoda, ma nessuno che corrisponda ai nostri
istinti più intimamente del camino, nessun che sia più affine a noi stessi, nessuno che
sia così versatile e plasmabile alle nostre esigenze.
Un camino posto in un qualunque spazio, trasforma una stanza vuota in
una casa: nient'altro ha questo incredibile potere.
Ecco, il potere di trasformare anche una banale
abitazione moderna, industriale, anonima, in una Casa: basterebbe
questo, crediamo, a far desiderare un camino.
E scusate se è poco...
