Legislazione Camini
Estratti dalle norme attualmente in vigore circa la costruzione, l'installazione e l'eventuale collaudo delle canne fumarie. La discontinuità nella numerazione degli articoli e dei commi di alcune leggi riportate, deriva dall'eliminazione degli argomenti non strettamente pertinenti.D.P.R. 22 Dicembre 1970 n. 1391
Regolamento per lesecuzione della legge 13 luglio 1966 n. 615, recante
provvedimenti contro linquinamento atmosferico, limitatamente al settore degli
impianti termici.
Capo 1. Generalità
1. - Campo dapplicazione
1.1. - Le presenti norme si applicano a tutti
gli impianti termici di potenzialità superiore alle 30.000 kcal/h (...)
1.2. - Sono in ogni caso compresi tra gli impianti termici di cui al precedente
comma, quelli aventi le seguenti destinazioni:
a) riscaldamento di ambienti
b) riscaldamento di acqua per utenze civili;
c) cucine - lavaggio stoviglie - sterilizzazioni e disinfezioni mediche;
d) lavaggio biancheria e simili;
e) distruzione rifiuti (fino a 1 tonnellata/giorno);
f) forni da pane e forni di altre imprese artigiane;
(...)
3. - Terminologia
3.1 Agli effetti delle presenti norme valgono le seguenti definizioni:
Accesso Vano nelle
pareti delimitanti un ambiente, destinato al passaggio di' persone o di cose.
Aria comburente Aria atmosferica che interviene nel processo di combustione.
Bocca del camino Sezione terminale retta dal camino.
Bruciatore Dispositivo che consente di bruciare combustibili liquidi,
gassosi o solidi macinati, previo mescolamento con aria comburente.
Camera di calma Dispositivo atto a separare dai fumi, essenzialmente per
effetto della forza di gravità, le particelle in essi contenute.
Camini Porzioni ascendenti dei canali da fumo atte a determinare un tiraggio
naturale nei focolari ed a scaricare i prodotti della combustione nell'atmosfera.
Canali da fumo Insieme delle canalizzazioni attraversate dai fumi prodotti
dalla combustione.
Cenere Residui solidi della combustione completa di sostanze combustibili.
Ciclone Dispositivo atto a separare dai fumi, per effetto della forza
centrifuga, le particelle in essi contenute.
Combustibili - Sostanze atte a mantenere una combustione in presenza di aria
atmosferica. Combustione Processo di ossidazione con formazione di fiamma e
sviluppo di calore.
Concentrazione - Quantità di sostanze solide, liquide o gassose contenute in un
volume unitario di gas riferito a determinate condizioni di temperature e di pressione.
Conduttore di impianto termico non automatico - Persona munita di patentino che,
anche se presente presso l'impianto in modo non continuativo, provvede direttamente
all'insieme degli interventi e delle regolazioni rivolte ad assicurare la corretta
combustione nel o nei focolari e l'adeguamento del regime dell'impianto termico alla
richiesta di calore.
Conduttore di impianto termico automatico- Persona munita di patentino che, anche
se presente solo saltuariamente, è tecnicamente in grado di effettuare interventi sui
dispositivi automatici di un impianto termico al fine di assicurare la corretta
combustione nel o nei focolari e l'adeguamento del regime dell'impianto termico alle
richieste di calore. Laccensione e lo spegnimento di un impianto avente
potenzialità non superiore a 600.000 Kcal/h non richiedono l'intervento del conduttore.
Conduzione di un impianto termico Insieme di tutte le operazioni occorrenti
per mantenere in funzione un impianto termico.
Depuratore di fumi Dispositivo atto a trattare fumi ed emissioni in genere
al fine di ricondurre la composizione entro determinati limiti.
Emissioni Prodotti che comunque vengono immessi nell'atmosfera,
Focolare o camera di combustione Parte di un impianto termico nella quale
brucia il combustibile. Ogni focolare costituisce una unità termica.
Fumi Prodotti della combustione, immessi nell'atmosfera.
Griglia - Dispositivo statico o mobile che consente di bruciare combustibili solidi
nei focolari assicurandone il contatto con l'aria comburente, e lo scarico delle ceneri.
Impianto termico - Installazione in una parte della quale si verifichi un processo
di combustione entro una o più camere comunicanti in modo permanente con l'atmosfera.
Impianto termico automatico - Impianto termico nel o nei focolari del quale
l'accensione, lo spegnimento o la regolazione della fiamma possa normalmente avvenire
anche senza interventi manuali
Inquinamento atmosferico - Stato dell'aria atmosferica conseguente
allimmissione nella stessa di sostanze di qualsiasi natura in misura e condizioni
tali da alterare la salubrità dell'aria e da costituire pregiudizio diretto o indiretto
per la salute dei cittadini o danno ai beni pubblici o privati
Locale per combustibili - Ambiente specificatamente destinato a contenere solidi o
liquidi da impiegare in impianti termici.
Locale per focolari - Ambiente specificamente destinato a contenere apparecchiature
nelle quali si svolgono i processi di combustione.
Mitria o comignolo - Dispositivo posto alla bocca del camino, atto a facilitare la
dispersione dei prodotti della combustione nell'atmosfera.
Misura dell'inquinamento atmosferico -Rilevamento della concentrazione delle
sostanze derivate da emissioni per un intervallo di tempo definito ed in un punto
dell'aria atmosferica.
Potenzialità di un impianto termico - Quantità di calore che può essere
sviluppata in un'ora nella o nelle camere di combustione di un impianto termico.
Registro - Dispositivo inserito in una sezione dei canali da fumo che consente di
regolare il tiraggio. Serbatoio - Recipiente idoneo al contenimento di combustibile
liquido.
Sezione dei canali da fumo - Area della sezione retta minima dei canali da fumo.
Tiraggio - Movimentazione dei fumi prodotti da un focolare.
Tiraggio forzato Tiraggio attivato per effetto di un dispositivo meccanico attivo,
inserito sul percorso dell'aria o dei fumi.
Tiraggio naturale - Tiraggio determinato da un camino unicamente per effetto della
differenza di densità esistente tra i fumi (caldi) e l'aria atmosferica circostante.
Trasformazione di un impianto termico - Modifica dell'impianto termico che
comporti, anche a parità di qualità di combustibile usato, un aumento della
potenzialità termica dell'impianto, ovvero, a parità di quest'ultima, una variazione del
volume dei fumi non inferiore al 20 per cento.
Velocità dei fumi - Velocità che si riscontra in un punto di una determinata
sezione retta dei canali da fumo.
Viscosità - La viscosità è la proprietà dei fluidi di opporsi al moto relativo
delle loro particelle
6. - Camini
6.1 Ogni impianto termico deve disporre di uno o più camini, ai quali non potrà essere collegato alcun altro impianto od installazione, tali da assicurare un regolare smaltimento dei fumi prodotti. 6.2 L'afflusso dell'aria nei focolari e lo smaltimento dei fumi possono essere attivati dal tiraggio naturale dei camini o da mezzi meccanici.6.3. E ammesso che più focolari scarichino nello stesso camino solo se situati nello stesso locale. In questo caso i focolari dovranno immettere in un collettore di sezione pari ad una volta e mezza quella del camino e dovranno essere dotati ciascuno di propria serranda di intercettazione, distinta dalla valvola di regolazione del tiraggio.
6.4 E' consentita l'installazione di più camini affiancati, anche di sezioni diverse, con funzionamento indipendente o abbinato ottenuto per mezzo di serrande di intercettazione opportunamente disposte, a servizio di un medesimo impianto.6.5 Salvo quanto stabilito al successivo comma undicesimo, la sezione utile e l'altezza dei camini a tiraggio naturale devono essere correlate tra loro dalla formula seguente:
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6.6 Le sezioni, determinate come detto, dovranno essere incrementate almeno del: 50% nel casi di impiego di lignite o torba; 25% nel caso di impiego di carboni da vapore a lunga fiamma; 10% per ogni 500 m. di altitudine della località sul livello del mare.
6.7 E comunque ammessa l'adozione di elementi prefabbricati aventi sezione commerciale superiore fino al 30% o inferiore fino al 10% del valore risultante dalle determinazioni anzidette.
6.8 La sezione minima non dovrà essere in nessun caso inferiore a 220 cmq.
6.9 Nel caso di camini aventi sezione diversa da quella circolare, il rapporto fra gli assi principali ortogonali della sezione retta non deve essere superiore a 1,50. Non sono permessi camini a sezione triangolare. 6.10 Il valore H da introdurre nella formula I) è dato dall'altezza di costruzione dei camini diminuita come segue:a) delle perdite di carico proprie dell'apparecchio di cui fa parte il focolare
servito, espresse in millimetri di colonna d'acqua, nella misura di un metro per ogni mm.
d'acqua;
b) di m. 0,50 per ogni cambiamento di direzione o T; di m. 0,50 per ogni cambiamento di
sezione; di m. 1,00 per ogni metro di sviluppo con andamento
suborizzontale.
6.12. - I cambiamenti di sezione ed i cambiamenti di forma della sezione dei camini devono essere raccordati fra loro con tronchi intermedi, a pareti formanti tra loro inclinazione non superiore a 1/5.
6.13. - Al piede di ogni tratto ascendente del camino deve essere costituita una camera per la raccolta e lo scarico dei materiali solidi.
6.14. - Nella parte inferiore di ogni camera deve essere sempre praticata unapertura munita di sportello di chiusura a tenuta daria, formato con una doppia parete metallica, per la facile estrazione dei depositi e lispezione dei canali.
6.15. - Le bocche dei camini devono risultare più alte di almeno un metro rispetto al colmo dei tetti, ai parapetti ed a qualunque altro ostacolo o struttura distante meno di 10 metri.
6.16. - Le bocche possono terminare con mitrie o comignoli di sezione utile duscita non inferiore al doppio della sezione del camino, conformati in modo da non ostacolare il tiraggio e favorire la dispersione dei fumi nellatmosfera.
6.17. - Le bocche dei camini situati a distanza compresa fra 10 e 50 metri da aperture di locali abitati devono essere a quota non inferiore a quella del filo superiore dellapertura più alta, salvo deroghe particolari, considerate nei regolamenti comunali di igiene, che i comuni potranno concedere ad istanza degli interessati, su conforme parere del competente comitato regionale contro linquinamento atmosferico. In ogni caso, dovrà essere rispettata la norma che i camini possano sboccare ad altezza non inferiore a quella del filo superiore dellapertura più alta, diminuita di 1 metro per ogni metro di distanza orizzontale eccedente i 10 metri.
6.18. - Per la porzione di camino sporgente dal tetto o dalla copertura delledificio, non può essere imposta unaltezza di costruzione superiore a metri cinque.
6.19. - I camini devono essere costituiti con strutture e materiali impermeabili ai gas, resistenti ai fumi e al calore. Uguali requisiti devono essere posseduti da eventuali elementi prefabbricati impiegati nella costruzione dei camini, sia singolarmente che nellinsieme.
6.20. - I camini devono risultare per tutto il loro sviluppo, ad eccezione del tronco terminale emergente dalla copertura degli edifici, sempre distaccati dalle murature circostanti e devono essere circondati da una controcanna continua formante intercapedine di caratteristiche tali da non permettere nel caso di tiraggio naturale cadute della temperatura dei fumi mediamente superiori ad un grado centigrado per ogni metro del loro percorso verticale (superata dallemanazione della norma UNI 9615 del dicembre 1990).
6.21- Le pareti dell'intercapedine che danno verso ambienti abitati devono essere sufficientemente resistenti agli urti.6.22 - I tratti dei camini a tiraggio naturale che si sviluppano all'interno dei fabbricati possono, in aggiunta alla intercapedine, essere provvisti di adeguato rivestimento coibente, in modo tale che sia sempre rispettata la condizione che la caduta di temperatura risulti mediamente inferiore ad un grado centigrado per metro di sviluppo verticale.
6.23. - Le sezioni dei camini aventi forma non circolare devono avere gli angoli arrotondati con raggio non inferiore a 2 cm. Le pareti interne dei camini devono risultare lisce per tutto il loro sviluppo.
6.24. - Alfine di consentire con facilità rilevamenti e prelevamenti di campioni devono essere predisposti alla base del camino due fori allineati sullasse del camino, uno del diametro di mm 50 ed uno del diametro di mm 80, con relativa chiusura metallica, e, nel caso di impianti aventi potenzialità superiore a 500.000 Kcal/h, anche due identici fori alla sommità, distanti dalla bocca non meno di cinque volte il diametro medio della sezione del camino, con un minimo di m. 1,50, in posizione accessibile per le verifiche.
6.25. - I fori da 80 mm devono trovarsi
in un tratto rettilineo del camino, e a distanza non inferiore a 5 volte la dimensione
minima della sezione retta interna da qualunque cambiamento di direzione o di sezione.
Qualora esistano impossibilità tecniche di praticare i fori alla base del camino alla
distanza stabilita, questi possono essere praticati alla sommità del camino con distanza
minima dalla bocca di m. 1,5, in posizione accessibile per le verifiche.
7. - Canali da fumo
7.1. - I canali da fumo degli impianti termici devono avere in ogni loro tratto un andamento suborizzontale ascendente con pendenza non inferiore al 5%. I canali da fumo al servizio di impianti di potenzialità uguale o superiore a 1.000.000 di kcal/h possono avere pendenza non inferiore al 2 per cento.
7.2. - La sezione dei canali da fumo deve essere, in ogni punto del loro percorso, sempre non superiore del 30% alla sezione del camino e non inferiore alla sezione del camino stesso.
7.3.- Per quanto riguarda la forma, le variazioni ed i raccordi delle sezioni dei canali da fumo e le loro pareti interne devono essere osservate le medesime norme prescritte per camini.7.4. - I canali da fumo devono essere costituiti con strutture e materiali aventi le medesime caratteristiche stabilite per i camini.
7.5. - I canali da fumo devono avere per tutto il loro sviluppo un efficace e duraturo rivestimento coibente, tale che la temperatura delle superfici esterne non sia in nessun punto mai superiore a 50°C. E ammesso che il rivestimento coibente venga omesso in corrispondenza dei giunti di dilatazione e degli sportelli d ispezione dei canali da fumo, nonché dei raccordi metallici con gli apparecchi di cui fanno parte i focolari.
7.6. - I raccordi fra i canali da fumo e gli apparecchi di cui fanno parte i focolari devono essere esclusivamente metallici, rimovibili con facilità e dovranno avere spessore non inferiore ad 1/100 del loro diametro medio, nel caso di materiali ferrosi comuni, e spessore adeguato, nel caso di altri metalli.
7.7. - Sulle pareti dei canali da fumo devono essere predisposte aperture per facili ispezioni e pulizie, ad intervalli non superiori a 10 metri, ed una ad ogni testata di tratto rettilineo. Le aperture dovranno essere munite di sportelli di chiusura a tenuta daria, formati con doppia parete metallica.
7.8.- Nei canali da fumo dovrà essere inserito un registro qualora gli apparecchi di cui fanno parte i focolari non possiedano propri dispositivi per la regolazione del tiraggio.7.9. - Al fine di consentire con facilità rilevamenti e prelevamenti di campioni, devono essere predisposti sulle pareti dei canali da fumo due fori, uno del diametro di mm 50 ed uno del diametro di mm 80, con relative chiusure metalliche, in vicinanza del raccordo con ciascun apparecchio di cui fa parte un focolare.
7.10. - La posizione dei fori rispetto alla sezione ed alle curve o raccordi dei canali deve rispondere alle stesse prescrizioni date per i fori praticati sui camini.
(...)
Legge 5 marzo 1990 n. 46
Norme per la sicurezza degli impianti.
Art. 1. - Ambito di applicazione
1.- Sono soggetti allapplicazione della
presente legge i seguenti impianti relativi agli edifici adibiti ad uso civile:
c) gli impianti di riscaldamento e di climatizzazione azionati da fluido liquido,
aeriforme, gassoso e di qualsiasi natura o specie;
Art. 2. - Soggetti abilitati
1.- Sono abilitate allinstallazione, alla trasformazione, allampliamento e alla manutenzione degli impianti di cui allart.1, tutte le imprese, singole o associate, regolarmente iscritte nel registro delle ditte di cui al regio decreto 20-9-1934, n. 2011, e successive modificazioni ed integrazioni, o nellalbo provinciale delle imprese artigiane di cui alla legge 8/8/1985, n. 433
2 - L'esercizio delle attività di cui al comma 1, è subordinato al possesso dei requisiti tecnico-professionali, di cui all'art. 3, da parte dellimprenditore, il quale, qualora non ne sia in possesso, prepone allesercizio delle attività, di cui al medesimo comma 1, un responsabile tecnico che abbia tali requisiti.
Art. 7. - Installazione degli impianti
1.- Le imprese installatrici sono tenute ad eseguire gli impianti a regola darte, utilizzando allo scopo materiali parimenti costruiti a regola darte. I materiali ed i componenti realizzati secondo le norme tecniche di sicurezza dellEnte italiano di unificazione (UNI) e del Comitato elettrotecnico italiano (CEI), nonché nel rispetto di quanto prescritto dalla legislazione tecnica vigente in materia, si considerano costruiti a regola darte.
3.- Tutti gli impianti realizzati alla data di entrata in vigore della presente legge devono essere adeguati, entro tre anni da tale data, a quanto previsto dal presente articolo.
Ari. 9. - Dichiarazione di conformità
1.- Al termine dei lavori limpresa installatrice è tenuta a rilasciare al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui allart. 7. Di tale dichiarazione, sottoscritta dal titolare dellimpresa e recante i numeri di partita IVA e di iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, faranno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati nonché, ove previsto, il progetto di cui allart. 6.
Art. 10. - Responsabilità del committente o del proprietario
1.- Il committente o il proprietario è tenuto ad affidare i lavori di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui allart. 1 ad imprese abilitate ai sensi dellart. 2.
D.P.R. 6 dicembre 1991, n. 447
Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990, n. 46, in materia di sicurezza degli
impianti. (G.U. 15-2-1992, n. 38)
Art. 1.-Ambito di applicazione
5.- Per impianto del gas a valle del punto di consegna, sintende linsieme delle tubazioni e dei loro accessori dal medesimo punto di consegna allapparecchio utilizzatore, linstallazione ed i collegamenti del medesimo, le predisposizioni edili e/o meccaniche per la ventilazione del locale dove deve essere installato lapparecchio, le predisposizioni edili e/o meccaniche per lo scarico allesterno dei prodotti della combustione.
Art. 4.- Progettazione degli impianti
1.- Fatta salva lapplicazione di norme che impongono una progettazione degli impianti, la redazione del progetto di cui allart. 6 della legge è obbligatoria per linstallazione, la trasformazione e lampliamento dei seguenti impianti:
e) per gli impianti di cui allart. 1, comma 1, lettera c), della legge, per le canne fumarie collettive ramificate...
f) per gli impianti di cui allart. 1, comma 1, lettera e) della legge, per il trasporto e lutilizzazione di gas combustibile con portata termica superiore a 34,8 Kw.
D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412
Regolamento recante norme per la progettazione, linstallazione, lesercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dellart. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10.
Art. 1. - Definizioni
1.- Ai fini dellapplicazione
del presente regolamento si intende:
f) per "impianto termico", un impianto tecnologico destinato alla
climatizzazione degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda per usi
igienici e sanitari, o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi
usi, comprendente i sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore,
nonché gli organi di regolazione e di controllo; sono quindi compresi negli impianti
termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti
termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua
unifamiliari;
(...)
Art. 5 - Requisiti e dimensionamento degli
impianti termici.
(...)
9.- Gli edifici multipiano costituiti da più unità immobiliari devono essere dotati di appositi condotti di evacuazione dei prodotti di combustione, con sbocco sopra il tetto delledificio alla quota prescritta dalle norme tecniche UNI 7129, nei seguenti casi:
-nuove installazioni di impianti
termici, anche se al servizio delle singole unità immobiliari,
-ristrutturazioni di impianti termici centralizzati,
-ristrutturazioni della totalità degli impianti termici individuali
appartenenti ad uno stesso edificio
-trasformazioni da impianto termico centralizzato a impianti
individuali,
-impianti termici individuali realizzati dai singoli previo distacco
dellimpianto centralizzato.
Fatte salve diverse disposizioni normative, ivi comprese quelle contenute nei regolamenti edilizi locali e loro successive modificazioni, le disposizioni del presente comma possono non essere applicate nei seguenti casi:
-mera sostituzione di generatori
di calore individuali,
-singole ristrutturazioni degli impianti termici individuali già
esistenti, siti in stabili plurifamiliari,
qualora nella versione iniziale non dispongano già di
sistemi di evacuazione dei prodotti della
combustione con sbocco sopra il tetto delledificio.
Resta ferma anche per le disposizioni del presente articolo linapplicabilità agli apparecchi non considerati impianti termici in base allart. 1, comma 1 lettera f), quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldaacqua unifamiliari.
10. - In tutti i casi di nuova installazione o di ristrutturazione dellimpianto termico che comportino linstallazione di generatori di calore individuali, esclusi i casi di mera sostituzione di questi ultimi, è prescritto limpiego di generatori isolati rispetto allambiente abitato, da realizzare ad esempio mediante apparecchi di tipo C (secondo classificazione delle norme tecniche UNI 7129) oppure apparecchi di qualsiasi tipo, se installati allesterno o in locali tecnici adeguati. Le disposizioni del presente comma non si applicano nei casi di incompatibilità con il sistema di evacuazione dei prodotti della combustione già esistente. In ogni caso i generatori di calore di tipo B1 (secondo classificazione della suddetta normativa UNI 7129) devono essere muniti allorigine di un dispositivo di controllo dellevacuazione dei prodotti della combustione, secondo quanto indicato nel foglio aggiornamento UNI 7271 FA-2 del dicembre 1991.
CTI-UNI 8364 febbraio 1984
La presente norma fornisce
istruzioni per il controllo e la manutenzione degli impianti termici aventi una potenza
termica al focolare non minore di 35 Kw (30.000 kcal/h), destinati ad usi civili ed in
particolare al riscaldamento dei locali ed alla produzione di acqua calda per usi
igienici.
7. Camere di combustione e condotti del fumo
7.1.- Manutenzione delle camere di combustione
7.1.1.- Alla fine di ogni periodo di attività, occorre effettuare la pulizia delle camere di combustione.
7.1.2.- Allatto della pulizia occorre
controllare e, se occorre, ripristinare gli eventuali materiali refrattari: pigiate,
rivestimenti cono protezione bruciatori, altare (nei generatori a combustibile solido),
ecc.
7.2.- Controlli della tenuta delle camere di combustione
Almeno una volta lanno
occorre assicurarsi della tenuta delle camere di combustione dei generatori di calore a
tiraggio naturale, provvedendo alla sigillatura delle fessure eventualmente rilevate tra
il generatore e il basamento e tra gli elementi (nel caso di generatore ad elementi
scomponibili), così da evitare infiltrazioni daria.
7.3.- Manutenzione dei condotti del fumo
7.3.1.- Occorre periodicamente effettuare la pulizia dalle fuliggini di tutti i condotti del fumo, raccordi dal generatore, eventuali canali fumari, camino, camerette di raccolta previste alla base di ogni tronco ascendente.
7.3.2.- La periodicità dipende dal
combustibile usato, dalla qualità della combustione e dalla durata del funzionamento. Di
massima si prevede una periodicità quinquennale per focolari a gas, quadriennale per
focolari a combustibili liquidi, triennale per focolari a combustibili solidi.
7.4.- Controllo della tenuta dei condotti del fumo
Almeno in occasione della
pulizia dei condotti del fumo, occorre controllarne la tenuta accertando, durante il
funzionamento a regime del generatore, la differenza tra il contenuto di CO
alluscita dei fumi del generatore e quella alla base e alla sommità del camino. Le
fenditure o lesioni da cui entra laria devono essere sigillate.
7.5. - Controllo del tiraggio
Almeno allinizio di ogni periodo di attività occorre effettuare, durante il funzionamento a regime, una misura del tiraggio allingresso delle camere di combustione ed alla base del camino, verificando la loro eventuale difformità dai valori di collaudo, che denuncia ostruzioni o altri inconvenienti nei condotti di fumo.
CTI-UNI 9731 giugno 1990
Camini. Classificazione in base alla resistenza termica. Misure e prove.
1. Scopo
La presente norma contiene la
classificazione di un camino (o di una serie di camini) in base alla resistenza termica ed
indica le relative modalità di misura e calcolo.
4. Classificazione in base alla resistenza termica
La classificazione in base alla resistenza termica dei camini viene fatta in modo convenzionale, basandosi sui risultati della prova e sulla dichiarazione del costruttore. Si utilizza il risultato della prova a 200°C, eventualmente esteso a tutta la serie di appartenenza del camino per il quale è calcolata la resistenza termica, e si classifica il camino (ed eventualmente la serie) nel modo seguente:
Classe A
R>0,65 m2K/W
Classe B
0,65>R>0,22 m2K/W
Classe C
0,22>R>0,12 m2K/W
Classe D
0,12>R>0,07 m2K/W
1. Scopo e campo di applicazione
La presente norma indica i
fondamenti per il calcolo delle dimensioni dei camini, ad esclusione dei camini collegati
a più focolai. La norma deve essere impiegata per il calcolo di camini e canali da fumo
di tutti i tipi, per focolai con combustibili solidi, liquidi e gassosi, e per tutte le
potenze termiche. Essa può essere anche impiegata per condotti dellaria.
( segue una complessa serie di formule che prevede l'impiego di 23 diversi parametri e
circa 80 passaggi matematici per la risoluzione del calcolo. Roba da
professionisti. )
CTI-UNI 7129 gennaio 1992
1.- Generalità
1.1 - Scopo
La presente norma ha lo scopo di fissare i criteri per la
progettazione, linstallazione, la messa in servizio e la manutenzione degli impianti
domestici e similari per lutilizzazione dei gas combustibili distribuiti per mezzo
di canalizzazioni.
1.2. - Campo di applicazione
La presente norma si applica:
a) alla costruzione ed ai rifacimenti di impianti o di parte di essi, comprendenti il
complesso delle tubazioni e degli accessori che distribuiscono il gas a valle del
contatore (impianti interni);
b) alla installazione di apparecchi aventi portata termica nominale non maggiore di 35 kw (30.000 kcal/h);
e) alla ventilazione dei locali in cui detti apparecchi sono installati;
d) allo scarico dei prodotti della combustione.
4. - Scarico dei prodotti della combustione
4.1. - Generalità
A seconda del modo in cui avviene levacuazione dei
prodotti della combustione, gli apparecchi a gas si distinguono in:
Tipo A - apparecchi previsti per non essere collegati
ad un condotto od ad un dispositivo speciale di evacuazione dei prodotti della combustione
verso lesterno del locale in cui sono installati.
Tipo B - apparecchi previsti per essere collegati ad
un condotto di evacuazione dei prodotti della combustione verso lesterno del locale:
laria comburente è prelevata direttamente nellambiente dove gli apparecchi
sono installati.
Tipo C - apparecchi nei quali il circuito di
combustione (presa dellaria comburente, camera di combustione, scambiatore,
evacuazione dei prodotti della combustione) è stagno rispetto al locale in cui sono
installati.
Gli apparecchi di tipo B e di tipo C possono essere a tiraggio naturale o a
tiraggio forzato.
4.2. - Apparecchi di tipo A
Sono apparecchi di piccola potenza e con funzionamento
continuo o discontinuo. La potenza massima, i limiti al loro impiego, la loro ubicazione e
le particolari prescrizioni per la ventilazione dei locali in cui sono installati, sono
indicati in 2.5.1.5.
4.3. - Apparecchi di tipo B a tiraggio naturale
Gli apparecchi a gas, muniti di attacco per il tubo di scarico dei fumi, devono avere un collegamento diretto a camini o canne fumarie di sicura efficienza.
4.3.1. - Collegamento a camini e/o a canne fumarie
Il raccordo degli apparecchi ad un camino o ad una canna fumaria avviene a mezzo di canali da fumo. I canali da fumo devono essere collegati al camino od alla canna fumaria nello stesso locale in cui è installato lapparecchio, o, tuttal più, nel locale contiguo, e devono rispondere ai seguenti requisiti:
4.3.1.1. - essere a tenuta e realizzati in materiali adatti a resistere nel
tempo alle normali sollecitazioni meccaniche, al calore ed allazione dei prodotti
della combustione e delle loro eventuali condense. In qualsiasi punto del canale da fumo e
per qualsiasi condizione esterna, la temperatura dei fumi deve essere superiore a quella
del punto di rugiada.
4.3.1.2. - essere collegati a tenuta; se vengono impiegati materiali a tale scopo,
questi devono essere resistenti al calore ed alla corrosione;
4.3.1.3. - essere collocati in vista, facilmente smontabili ed installati in modo
da consentire le normali dilatazioni termiche.
4.3.1.4. - per gli apparecchi con scarico verticale, essere dotati di un tratto
verticale di lunghezza non minore di due diametri misurati dallattacco del tubo di
scarico.
4.3.1.5. - avere, dopo il tratto verticale, per tutto il percorso rimanente,
andamento ascensionale, con pendenza minima del 3%.La parte ad andamento suborizzontale
non deve avere una lunghezza maggiore di ¼ dellaltezza del camino o della canna
fumaria, e comunque non deve avere una lunghezza maggiore di 2.500 mm, salvo verifica
secondo il metodo generale di calcolo di cui alle norme UNI vigenti;
4.3.1.6. - avere cambiamenti di direzione in numero non superiore a tre, compreso
il raccordo di imbocco al camino e/o alla canna fumaria, realizzati con angoli interni
maggiori di 900.I cambiamenti di direzione devono essere realizzati unicamente mediante
limpiego di elementi curvi;
4.3.1.7. - avere, per gli apparecchi con tubo di scarico posteriore o laterale, una
lunghezza del tratto suborizzontale non maggiore di 1/4 dellaltezza efficace del
camino o della canna fumaria, e comunque non maggiore di 1.500 mm, e non più di due
cambiamenti di direzione, compreso il raccordo di imbocco al camino e/o alla canna
fumaria, salvo verifica secondo il metodo generale di calcolo di cui alle nome UNI
vigenti;
4.3.1.8. - avere lasse del tratto terminale di imbocco perpendicolare alla
parete interna opposta del camino o della canna fumaria: il canale da fumo deve inoltre
essere saldamente fissato a tenuta allimbocco del camino o della canna fumaria,
senza sporgere allinterno.
4.3.1.9. - avere, per tutta la sua lunghezza, una sezione non minore di quella
dellattacco del tubo di scarico dellapparecchio. Nel caso poi in cui il camino
o la canna fumano avessero un diametro minore di quello del canale da fumo, dovrà essere
effettuato un raccordo conico in corrispondenza dellimbocco;
4.3.1.10. - non avere dispositivi di intercettazione (serrande): se tali
dispositivi fossero già in opera devono essere eliminati;
4.3.1.11. - distare almeno 500 mm da materiali combustibili e/o infiammabili; se
tale distanza non potesse essere mantenuta occorre provvedere ad una opportuna protezione
specifica al calore;
4.3.1.12. - ricevere lo scarico di un solo apparecchio di utilizzazione; è consentito
convogliare nello stesso canale da fumo un massimo di due apparecchi, purché siano
rispettate le seguenti condizioni:
a) i due apparecchi abbiano una portata termica diversa al massimo del
30% luno rispetto allaltro e siano installati nello stesso locale;
b) la sezione della parte di canale da fumo comune ai due apparecchi
sia almeno uguale alla sezione del canale da fumo dellapparecchio di maggior portata
moltiplicata per il rapporto Pc /P1, essendo Pc
la somma delle portate termiche dei singoli apparecchi e P1 la
portata termica più elevata.
Due apparecchi, con le limitazioni di cui al punto a) precedente, possono essere anche raccordati direttamente allo stesso camino od alla stessa canna fumaria: in tal caso la distanza verticale intercorrente fra gli assi degli orifizi di imbocco deve essere almeno di 250 mm.
Non è invece consentito convogliare nello stesso canale da fumo lo scarico di apparecchi a gas e quello di altri generatori di calore funzionanti con combustibili diversi.
E pure vietato convogliare nello stesso canale da fumo lo scarico di apparecchi a gas ed i canali provenienti da cappe sovrastanti gli apparecchi di cottura.
4.3.2. - Canne fumarie/Camini
4.3.2.1. - Generalità
Una canna fumaria/camino per levacuazione
nellatmosfera dei prodotti della combustione di apparecchi a tiraggio naturale deve
rispondere ai seguenti requisiti:
-essere a tenuta dei prodotti della combustione, impermeabile e termicamente isolata/o
(secondo quanto prescritto dalla norma in proposito);
-essere realizzata/o in materiali adatti a resistere nel tempo alle normali sollecitazioni
meccaniche, al calore ed allazione dei prodotti della combustione e delle loro
eventuali condense;
-avere andamento verticale ed essere priva/o di qualsiasi strozzatura in tutta la sua
lunghezza;
-essere adeguatamente coibentata/o per evitare fenomeni di condensa o di raffreddamento
dei fumi, in particolare se posta/o allesterno delledificio od in locali non
riscaldati;
-essere adeguatamente distanziata/o, mediante intercapedine daria o isolanti
opportuni, da materiali combustibili e/o facilmente infiammabili.
-avere al di sotto dellimbocco del primo canale da fumo una camera di raccolta di
materiali solidi ed eventuali condense, di altezza pari almeno a 500 mm. Laccesso a
detta camera deve essere garantito mediante unapertura munita di sportello metallico
di chiusura a tenuta daria;
-avere sezione interna di forma circolare, quadrata o rettangolare: in questi ultimi due
casi gli angoli devono essere arrotondati con raggio non inferiore a 20 mm; sono ammesse
tuttavia anche sezioni idraulicamente equivalenti;
-essere dotata/o alla sommità di un comignolo, rispondente ai requisiti di cui in 4.3.3,
essere priva/o di mezzi meccanici di aspirazione posti alla sommità del condotto;
-in un camino che passa entro od è addossato a locali abitati non deve esistere alcuna
sovrappressione.
Per gli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale si possono
avere:
Camini singoli (vedere 4.3.2.2)
Canne fumarie collettive ramificate (vedere 4.3.2.3)
4.3.2.2. - Camini singoli
Le dimensioni interne di alcuni tipi di camini sono contenute nei prospetti 1, 2, 3 e 4 dellappendice E. Tali prospetti coprono il campo di potenza termica nominale 10-30 Kw (corrispondente a circa 12-35 kw di portata termica) e il campo di temperatura di uscita dei fumi dallapparecchio da 1000C a 190 0C, e prevedono limpiego di camini coibentati di refrattario e/o muratura e metallici; essi sono impiegabili entro i limiti delle condizioni generali e particolari di applicabilità, rappresentative di situazioni costruttive ed impiantistiche correnti, contenute nella stessa appendice.
Nel caso che i dati effettivi di impianto non rientrino nelle condizioni di applicabilità o nei limiti delle tabelle si dovrà procedere al calcolo del camino secondo le norme UNI vigenti.Si dovrà anche eseguire il calcolo con i dati effettivi di impianto per tutte le posizioni dei prospetti in cui non sono indicate le dimensioni delle sezioni
Per gli apparecchi che possono funzionare a potenza termica variabile si deve inoltre controllare che alla potenza termica minima la temperatura della parete interna allo sbocco del camino sia maggiore della temperatura di rugiada dei fumi.
4.3.2.3. - Canne fumarie collettive ramificate c.c.r.
Negli edifici multipiano, per levacuazione a tiraggio
naturale dei prodotti della combustione, possono essere utilizzate canne collettive
ramificate (c.c.r.), purché rispondano, oltre che ai requisiti indicati in 4.3.2.1 anche
ai seguenti:
-la c.c.r. deve avere andamento perfettamente rettilineo e verticale e non deve subire
restringimenti o variazioni di sezione;
-la c.c.r. deve sempre essere dotata alla sommità di un comignolo, rispondente ai
requisiti di cui in 4.3 3 e che per le sue particolari caratteristiche, funzioni anche da
aspiratore statico;
-luso della c.c.r. vieta limpiego di qualsiasi mezzo ausiliario di aspirazione
posto alla sommità del condotto;
-luso delle c.c.r. consente solo lallacciamento ai condotti secondari di
apparecchi alimentati con il medesimo combustibile, del medesimo tipo e con portate
termiche nominali che non differiscono più del 30% in meno rispetto alla massima portata
termica allacciabile; lo scarico delle esalazioni delle cappe delle cucine deve avere una
canna collettiva ramificata o camini singoli adibiti solo a tale uso;
-ad una c.c.r. deve essere collegato un solo apparecchio per piano;
- il numero massimo di piani servibili da una c.c.r. deve essere rapportato alla effettiva
capacità di evacuazione del collettore principale, il quale, comunque, non deve ricevere
più di 5 immissioni provenienti dai relativi condotti secondari, cioè una c.c.r. può
servire al massimo uno stabile di 6 piani, in quanto lultimo condotto secondario,
sempre facente parte della c.c.r. scarica direttamente nellatmosfera, tramite lo
stesso comignolo, senza immettersi nel condotto principale; nel caso di stabili di
notevole altezza dovranno essere installate due o più canne collettive ramificate;
-il condotto secondario della c.c.r. deve avere, per tutti i piani, unaltezza almeno
pari a quella di un piano ed entrare nel collettore con un angolo non minore di 135°;
-laltezza minima al di sopra dellimbocco dellultimo apparecchio
nel secondario sino al comignolo deve essere pari a 3 metri;
-il dimensionamento delle canne fumarie collettive ramificate deve essere eseguito e
certificato dalle aziende costruttrici o da tecnici qualificati, tenendo conto dei dati
specifici relativi alla installazione degli apparecchi ed alla ubicazione dello stabile.
4.3.3. - Comignoli
Dicesi comignolo il dispositivo posto generalmente a coronamento di un camino singolo o di una canna fumaria collettiva ramificata atto a facilitare la dispersione dei prodotti della combustione.
Esso deve soddisfare ai seguenti requisiti:
-avere sezione utile di uscita non minore del doppio di quella del camino o della canna
fumaria collettiva ramificata sul quale è inserito;
-essere conformato in modo da impedire la penetrazione nel camino o nella canna fumaria
della pioggia e della neve.
-essere costruito in modo che, anche in caso di venti di ogni direzione ed inclinazione,
venga comunque assicurato lo scarico dei prodotti della combustione.
La quota di sbocco (dove per quota di sbocco si intende quella che corrisponde alla sommità del camino/canna fumaria, indipendentemente da eventuali comignoli) deve essere al di fuori della cosiddetta zona di reflusso, al fine di evitare la formazione di contropressioni, che impediscano il libero scarico nellatmosfera dei prodotti della combustione. E necessario quindi che vengano adottate le altezze minime indicate negli schemi seguenti:
vedi schemi in "Correzione dei difetti"
4.4. - Apparecchi di tipo B a tiraggio forzato
4.4.1. - Generalità
Si intende per apparecchio a tiraggio forzato un apparecchio in cui levacuazione dei prodotti della combustione avviene tramite un dispositivo meccanico (ventilatore) facente parte integrante dellapparecchio.
Un apparecchio a tiraggio forzato deve essere specificatamente costruito a tale scopo: è pertanto vietata la trasformazione di un apparecchio a tiraggio naturale in uno a tiraggio forzato.
4.4.2. - Evacuazione dei prodotti della combustione
Gli apparecchi a tiraggio forzato non devono essere allacciati ad una canna fumaria collettiva ramificata. Lo scarico di ogni apparecchio a tiraggio forzato deve essere quindi canalizzato o verso un proprio camino, o direttamente allesterno.
4.4.2.1. - Scarico a mezzo di un camino
Anche per gli apparecchi di questo tipo il collegamento con
il camino, per lo scarico dei prodotti della combustione, avviene a mezzo di canali da
fumo, che devono rispondere ai seguenti requisiti:
-essere a tenuta e realizzati in materiali adatti a resistere nel tempo alle normali
sollecitazioni meccaniche, al calore ed allazione dei prodotti della combustione e
delle loro eventuali condense. In qualsiasi punto del canale da fumo e per qualsiasi
condizione esterna, la temperatura dei fumi deve essere superiore a quella del punto di
rugiada; limpiego di condotti corrugati non è consentito;
-essere collegati a tenuta; se vengono impiegati materiali a tale scopo, questi devono
essere resistenti al calore ed alla corrosione;
-essere collocati in vista, facilmente smontabili ed installati in modo da consentire le
normali dilatazioni termiche;
-avere lunghezza compresa fra quella minima e quella massima indicate dal costruttore
dellapparecchio, che specificherà anche dimensioni e sviluppo, in funzione della
potenza del ventilatore, facente parte integrante dellapparecchio stesso;
-avere lasse della sezione terminale di imbocco perpendicolare alla parete opposta
interna del camino: il canale da fumo deve inoltre essere saldamente fissato a tenuta
allimbocco del camino;
-non avere dispositivi di intercettazione (serrande): se tali dispositivi fossero già in
opera, devono essere rimossi;
-distare almeno 500 mm da materiali combustibili e/o infiammabili; se tale distanza non
potesse essere realizzata occorre provvedere ad una opportuna protezione specifica al
calore;
-ricevere lo scarico di un solo apparecchio di utilizzazione.
Per il camino valgono invece i requisiti già indicati per gli apparecchi di
tipo B a tiraggio naturale in 4.3.2.1.
4.5. - Apparecchi di tipo C a tiraggio naturale
I condotti di scarico dei prodotti della combustione, il
circuito di combustione e tutte le parti dellinvolucro che rendono gli apparecchi di
tipo C stagni rispetto allambiente, devono essere metallici, fatta eccezione per i
materiali di tenuta, i quali devono essere comunque non combustibili.
4.6. - Apparecchi di tipo C a tiraggio forzato
Le considerazioni sui materiali, linstallazione ecc. riguardanti gli apparecchi stagni a tiraggio naturale valgono anche per quelli a tiraggio forzato; anche per questi ultimi si deve infatti considerare lapparecchio come un unico complesso, unitamente al condotto di allacciamento ed al terminale, garantito dal costruttore e previsto per un funzionamento sicuro ed efficace.
CTI - UNI 10640/97 (Canne collettive per caldaie
a tiraggio naturale)
1.- Scopo e campo di applicazione
La presente norma prescrive i criteri per la
progettazione e la verifica delle dimensioni interne delle canne fumarie collettive
ramificate (CCR) di nuova installazione per l'evacuazione dei prodotti della combustione
di più apparecchi a gas di tipo B sovrapposti, a tiraggio naturale, con interruttore di
tiraggio, aventi portata termica nominale del focolare non maggiore di 35 kw Questo tipo
di canna fumaria non si applica nel caso in cui le caldaie siano dorate di dispositivi per
l'estrazione dei fumi.
2.- Riferimenti normativi
UNI 7128 Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione - Termini e definizioni
UNI 7129 Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione - Progettazione, installazione e manutenzione
UNI 7131 Impianti a gas di petrolio liquefatto per uso domestico non alimentati da rete di distribuzione - Progettazione, installazione e manutenzione
UNI 9615-1 Calcolo delle dimensioni interne dei camini - Definizioni, procedimenti di calcolo fondamentali
UNI 9731 Classificazione in base alla resistenza termica - Misure e prove
(...)
5 - Caratteristiche generali
5.1 Canne collettive ramificate, CCR
Le CCR, oggetto della presente norma, costituiscono un "sistema
unico" per l'evacuazione dei fumi provenienti da più apparecchi ad esse collegate.
Eventuali sostituzioni di apparecchi, di componenti, e/o del sistema possono alterare le
condizioni di funzionamento e comportare pericoli per gli utenti del sistema stesso.
Nota: il regolamento condominiale dovrebbe individuare una figura responsabile (per esempio lamministratore, o una figura tecnica da esso indicata) cui far riferimento per tutte le operazioni di manutenzione e/o modifica del sistema in modo tale che siano mantenute le condizioni progettuali secondo quanto stabilito dalla presente norma.
Una CCR deve avere le seguenti caratteristiche:
- essere a tenuta dei prodotti della combustione, impermeabile agli stessi e
termicamente isolata, secondo quanto prescritto dalle specifiche norme di prodotto;
- essere realizzata con materiali adatti a resistere nel tempo alle normali
sollecitazioni meccaniche, al calore ed all'azione dei prodotti della combustione e delle
loro eventuali condense, secondo quanto prescritto dalle specifiche norme di prodotto;
- avere andamento perfettamente rettilineo e verticale ed essere priva di qualsiasi
strozzatura in tutta la sua lunghezza;
- essere adeguatamente coibentata per evitare fenomeni di congelamento (nel caso di
funzionamento a umido) o di condensa (nel caso di funzionamento a secco);
- essere adeguatamente distanziata, mediante intercapedine d'aria o isolanti
opportuni, da materiali combustibili. Particolare attenzione deve essere posta nei
confronti di attraversamenti di locali o zone con presenza di sostanze facilmente
infiammabili;
- sia per il condotto secondario che per quello primario, avere sezione interna di
forma circolare, quadrata o rettangolare. In questi ultimi due casi gli angoli devono
essere arrotondati con raggio non minore di 20 mm. Sezioni idraulicamente equivalenti sono
ammesse purché il rapporto tra il lato maggiore e quello minore del rettangolo,
circoscritto alla sezione stessa, non sia maggiore di 1,5;
- essere sempre dotata alla sommità di un comignolo, avente le caratteristiche di
cui in 5.2, che, per le sue particolari caratteristiche, funzioni anche da aspiratore
statico;
- essere privo di qualsiasi mezzo ausiliario di aspirazione e mandata posto in
corrispondenza delle immissioni ai vari piani; è vietato l'impiego di mezzi meccanici di
aspirazione e mandata posto in corrispondenza delle immissioni ai vari piani; è vietato
l'impiego di mezzi meccanici di aspirazione posti alla sommità del condotto;
- ai condotti secondari devono essere allacciati solo apparecchi alimentati con il
medesimo combustibile, del medesimo tipo e con portate termiche nominali che non
differiscono di oltre il 30% in meno rispetto alla massima portata termica nominale
allacciabile; lo scarico delle esalazioni delle cappe aspiranti delle cucine deve avere
una canna collettiva ramificata o camini singoli adibiti solo a tale uso;
- deve essere allacciato un solo apparecchio per piano;
- il numero di piani servibili della CCR deve essere rapportato alla effettiva
capacità di evacuazione del collettore (primario) e delle immissioni provenienti dai
relativi condotti secondari. Qualora l'ultimo condotto secondario del sistema corrisponda
anche all'ultimo piano dell'edificio servito, questo deve scaricare direttamente
nell'atmosfera, tramite lo stesso comignolo, senza immettersi nel collettore (primario).
Il collettore (primario) non deve comunque ricevere più di 5 immissioni dai relativi
condotti secondari (figura 1). Una CCR può pertanto servire un massimo di 6 piani (5+1)
in quanto l'ultimo condotto secondario scarica direttamente in atmosfera. Nel caso si
tratti di edifici con un numero di piani maggiore di 6, devono essere installate due o
più CCR, previa verifica delle condizioni dello scarico dei fumi;
- il condotto secondario della CCR deve avere, per tutti i piani, un'altezza almeno
pari all'altezza di un piano ed entrare nel collettore con elemento deviatore avente un
angolo non minore di 135° rispetto all'asse verticale. Il diametro idraulico del
secondario non deve mai essere minore di 12 cm, né maggiore della sezione del primario; i
condotti secondari devono avere, al di sotto dell'imbocco di ogni canale di fumo, una
camera di raccolta di eventuali materiali solidi, avente altezza da 20 a 30 cm. Nel caso
in cui la CCR sia esterna all'edificio e non abbia alcun lato adiacente alla struttura
muraria perimetrale, tale camera di raccolta può non essere prevista. Devono tuttavia
essere previsti accorgimenti tecnici, atti ad impedire la penetrazione di corpi estranei
all'interno del condotto secondario;
- alla base del collettore la CCR deve avere una camera di raccolta di altezza
minima di 50 cm. Laccesso a detta camera deve essere garantito
mediante aperture munite di sportello metallico di chiusura a tenuta d'aria
- nel caso di funzionamento a umido, deve essere previsto lo scarico delle condense
dal collettore in accordo con quanto previsto dalle normative per la tutela delle acque
dall'inquinamento;
- Il canale da fumo, che unisce l'apparecchio utilizzatore alla CCR, deve
immettersi nel condotto secondario immediatamente sopra la camera di raccolta del
secondario se esistente.
- i moduli del condotto secondario predisposti per l'imboccatura del canale da fumo
devono riportare in modo evidente ed in una parte non asportabile (per esempio sulla
ghiera metallica) il tipo di canna, l'utilizzo per cui è idonea e gli apparecchi
collegabili;
- l'altezza del tratto terminale deve essere non minore di 3 m;
- nella CCR non si deve verificare alcuna sovrappressione, salvo per un breve
periodo transitorio di avviamento dell'apparecchio (indicativamente per periodi non
maggiori di 60 s);
- la progettazione ed il dimensionamento devono tenere conto dei dati specifici
relativi alla installazione degli apparecchi ed alla ubicazione dell'edificio;
- la CCR deve essere dotata di un libretto, riportante le modalità di
installazione, d'uso e manutenzione forniti dal costruttore, con copia del progetto
allegata.
5.2 Comignoli
Un comignolo, posto alla sommità di una CCR deve avere le seguenti caratteristiche:
- facilitare la dispersione dei prodotti della combustione anche con condizioni
atmosferiche avverse ed impedire la deposizione di corpi estranei (per esempio di nidi);
- sezione utile di uscita non minore del doppio della somma di quella del primario
e dell'eventuale secondario ad esso affiancato, sul quale è inserito;
- conformazione tale da impedire la deposizione nella CCR della pioggia e della
neve;
- costruzione tale che venga sempre assicurato lo scarico dei prodotti della
combustione, anche in caso di venti di ogni direzione ed inclinazione;
- quota di sbocco realizzata in conformità alla UNI 7129
| Figura 1 Canna fumaria collettiva ramificata 1- Condotto secondario |
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CTI UNI 10641/97 (Canne fumarie collettive per caldaie a tiraggio forzato)
1.- Scopo e campo di applicazione
La presente norma fissa i criteri per la progettazione e la verifica delle dimensioni delle canne fumarie collettive e dei camini singoli a tiraggio naturale per apparecchi a gas di tipo C muniti di ventilatore nel circuito di combustione ai fini della sicurezza nellevacuazione dei prodotti della combustione.
Oltre che alle canne fumarie collettive e ai camini singoli a tiraggio naturale essa si applica anche alle canne fumarie multiple combinate che oltre ad evacuare i fumi dispongono anche di un condotto per lafflusso dellaria comburente agli apparecchi a gas di tipo C di qualunque portata termica.
2 - Riferimenti normativi
UNI 7128 Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione - Termini e definizioni
UNI 7129 Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione Progettazione, installazione e manutenzione
UNI 9615-1 Calcolo delle dimensioni interne dei camini - Definizioni, procedimenti di calcolo fondamentali
UNI 9731 Camini - Classificazione in base alla resistenza termica - Misure e prove
UNI 9893 Caldaie ad acqua funzionanti a gas corredate di bruciatore atmosferico con ventilatore nel circuito di combustione - Prescrizioni di sicurezza
5 - Caratteristiche generali
Le canne fumarie collettive, oggetto della presente norma, costituiscono un "sistema unico" per levacuazione dei fumi provenienti da più apparecchi ad esse collegati. Eventuali sostituzioni di apparecchi, di componenti, e/o modifica del sistema possono alterare le condizioni di funzionamento e comportare pericoli per gli utenti del sistema stesso
Nota: il regolamento condominiale dovrebbe individuare una figura responsabile (per esempio lamministratore, o una figura tecnica da esso indicata) cui far riferimento per tutte le operazioni di manutenzione e/o modifica del sistema in modo tale che siano mantenute le condizioni progettuali secondo quanto stabilito dalla presente norma.
I camini e le canne fumarie devono avere le seguenti caratteristiche:
-essere dimensionati/e secondo il metodo di calcolo appresso descritto.
-essere a tenuta dei prodotti della combustione e resistenti ai fumi ed al calore;
-essere impermeabili alle condense. Gli elementi costituenti i camini/canne fumarie
non devono consentire linfiltrazione delle eventuali condense negli elementi stessi
o attraverso di essi. I raccordi, le giunzioni dei moduli e gli imbocchi dei canali da
fumo devono essere realizzati in modo tale che le eventuali condense defluiscano
liberamente alla base senza infiltrazioni nella struttura o nel canale da fumo (vedere
5.1)
Nota: nel caso in cui sia previsto il funzionamento ad umido, i materiali devono essere idonei e lo scarico delle condense in accordo con quanto previsto dalle normative e leggi vigenti.
-essere realizzati ed installati/e in modo tale che in caso di rotture,
danneggiamenti o ostruzioni del condotto sia impedito il trafilamento dei fumi verso
locali adiacenti;
-avere i condotti che convogliano i fumi caldi adeguatamente distanziati (o
isolati) da materiali combustibili; particolare attenzione deve essere posta nei confronti
di attraversamenti di locali o zone con presenza di sostanze facilmente infiammabili;
-avere sezione circolare o quadrangolare; in questultimo caso, gli angoli
devono essere arrotondati con raggio non inferiore a 20 mm. Sezioni idraulicamente equi
valenti possono essere utilizzate purché il rapporto tra il lato maggiore ed il lato
minore del rettangolo, che circoscrive la sezione stessa non sia comunque maggiore di 1,5;
-essere allacciati ad un solo apparecchio per piano;
-avere un numero di apparecchi collegati rapportato alla loro effettiva capacità
di evacuazione, determinata secondo quanto previsto nella presente norma. Comunque ad una
canna fumaria possono essere collegati al massimo:
a) n° 8 apparecchi nel caso in cui sia prevista la
presenza di unapertura o condotto di compensazione,
b) n° 6 apparecchi nel caso in cui non sia prevista
nessuna apertura o condotto di compensazione;
-avere andamento verticale ed essere privi/e di qualsiasi strozzatura. Sono ammessi
non più di due cambiamenti di direzione purché langolo di incidenza con la
verticale non sia maggiore di 30°;
-avere leventuale apertura o il condotto di compensazione praticato al di
sopra della camera di raccolta, comunque ad una quota non minore di 0,5 m dal fondo del
condotto;
-nel caso di canna collettiva, avere leventuale apertura di compensazione
disposta verso lesterno o collegata ad esso tramite un condotto, non ostruibile in
alcun modo, protetta da una griglia a maglie fitte in modo da garantire comunque una
sezione utile in grado di consentire lingresso di una portata almeno pari a 1/5
della portata nominale di un apparecchio;
-avere, alla base, una camera di raccolta di materiali solidi o eventuali condense
di altezza pari almeno a 0,5 m. Laccesso a detta camera deve essere garantito
mediante unapertura dotata di sportello metallico di chiusura a tenuta daria.
-nel caso in cui non sia dotato di comignolo, avere, in prossimità della base, un
sistema di raccolta e smaltimento delleventuale acqua piovana e/o neve;
-avere alla base e nel tratto terminale del condotto di evacuazione fumi, in
posizione facilmente accessibile, un foro per il rilievo della pressione e della
temperatura interne;
-essere in depressione, per tutto lo sviluppo, in condizione di funzionamento
stazionario;
-se dotate/i alla sommità di un comignolo, avere sezione utile di uscita di questo
almeno doppia di quella del cani/no/canna fumaria su cui è inserito. Nei casi in cui non
sia previsto il comignolo si devono adottare accorgimenti (per esempio tramite il
tracciamento di scanalature sulla parte interna o la creazione di una gronda in
corrispondenza dellimmissione del canale da fumo) affinché gli agenti atmosferici
non penetrino negli appareccbi e, se presente, nel condotto aria;
-essere dotati/e nel tratto terminale, di una bocca dispezione di facile
accesso che consenta il controllo e la manutenzione dei condotti, oppure essere
conformati/e in modo tale che tali operazioni possano svolgersi in modo agevole;
-essere prive di mezzi meccanici di aspirazione posti nei condotti principali;
-avere i condotti combinati di aspirazione/scarico, se adiacenti o coassiali,
stagni tra dì loro, con sezioni terminali (secondo UNI 7129 punto 4.3.3) al di fuori
della zona di riflusso e disposti in modo da non influenzarsi reciprocamente.
-essere raccordate con raccordi meccanici a compressione e/o saldati. Possono
essere usati mastici, o leganti plastici. Sono escluse le giunzioni rivettate;
-nel caso di canne fumarie, essere dotati di un libretto, riportante le modalità
di installazione, di uso e di manutenzione fornito dal costruttore, con copia del progetto
allegata.
Ai camini ed alle canne fumarie oggetto della presente norma possono essere allacciati solo apparecchi a gas di tipo C con ventilatore nel circuito di combustione. La pressione nella sezione di innesto del canale da fumo nel camino/canna fumaria non deve essere maggiore di quella atmosferica. A questo scopo, per lapplicazione della presente metodologia di calcolo devono essere utilizzati come dati soltanto quelli dichiarati dai costruttori.
Le canne fumarie collettive e le canne fumarie combinate devono inoltre essere collegate solo con apparecchi del tipo C aventi portate termiche nominali che non differiscano di oltre il 30 % in meno rispetto alla massima allacciabile ed alimentati da uno stesso combustibile (per esempio metano).
5.1 Materiali
Le canne fumarie ed i camini devono essere realizzati con
materiali incombustibili adatti a resistere nel tempo:
- alle normali sollecitazioni meccaniche,
- alle normali sollecitazioni termiche
- allazione dei prodotti della combustione secondo il tipo di funzionamento
previsto.
5.2 Comignoli
Il comignolo posto alla sommità di un camino/canna fumaria deve avere le seguenti caratteristiche:
-deve facilitare la dispersione dei prodotti della combustione anche con
condizioni atmosferiche avverse ed impedire la deposizione di corpi estranei (per esempio
di nidi);
-sezione utile di uscita non minore del doppio di quella del camino/canna fumaria
sul quale è inserito;
-conformazione tale da impedire la deposizione nel camino/canna fumaria della
pioggia e della neve;
-costruzione tale che venga sempre comunque assicurato lo scarico dei fumi, anche
in caso di venti di ogni direzione ed inclinazione.
5.3 Quota di sbocco
Deve essere realizzata in conformità alla UNI 7129 punto 4.3.3.
PROCEDIMENTO DI CALCOLO - CRITERI FONDAMENTALI
6.1 Configurazione della canna fumaria
La presente procedura di calcolo si basa sullapplicazione delle equazioni di conservazione della massa e dellenergia in condizioni di regime permanente alle seguenti configurazioni particolari:
a) camino/canna fumaria collettiva (figura 1);
b) camino/canna fumaria collettiva combinata con condotti fumo/aria comburente
separati (figura 2);
e) camino/canna fumaria collettiva combinata con condotti fumo/aria comburente
adiacenti;
d) camino/canna fumaria collettiva combinata con condotti fumo/aria comburente
coassiali;
Nel calcolo i camini sono considerati come caso particolare di canna fumaria collettiva a cui è collegato un solo apparecchio. È considerata leventuale apertura di compensazione alla base del condotto fumo [configurazione a)] o del condotto di compensazione verso il condotto dellaria comburente [ configurazione b), e) e d)] . Nel caso in cui [configurazione a)] tale apertura non esista è considerato come caso particolare (nel calcolo della formula 8 la sezione dellapertura deve essere posta pari a zero: AD=0).
Nota: tale apertura ha la funzione di diluire i fumi abbassando il punto di rugiada (soprattutto nei casi in cui non tutte le caldaie siano in funzione) e di garantire delle condizioni di tiraggio simili in tutti gli stati di carico dellimpianto
Inoltre in tutti e quattro i casi deve essere considerata la possibilità che anche i canali da fumo e i canali daria, se presenti, possano essere separati o coassiali in tutta o in parte della loro lunghezza.
Il procedimento è di validità generale e consente di calcolare le condizioni termofluidodinamiche che si determinano allinterno di una canna fumaria per qualsiasi stato di carico dellimpianto, date le caratteristiche ambientali dellarea in cui si trova, le grandezze geometriche e fisiche che la caratterizzano, nonché quelle degli apparecchi ad essa collegati (vedere 6.3).
Figura 1 |
Figura 2 Canna fumaria collettiva combinata con condotti separati b) condotto di compensazione |

Pagina aggiornata al 13/03/05