Scale a chiocciola moderne in ghisa sferoidale
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La ghisa a grafite sferoidale è una variante della tradizionale ghisa a grafite
lamellare. Il suo primo utilizzo risale al periodo della seconda guerra mondiale. La ghisa in generale si distingue dall'acciaio, ugualmente composto da ferro e carbonio, perchè in essa è sempre presente del carbonio in eccesso rispetto alla quantità solubile nella struttura cristallina della matrice metallica. Solitamente questo carbonio in eccesso assume la forma di grafite in lamelle durante il processo di solidificazione, dando origine, appunto, alla ghisa lamellare, o grigia. In presenza di elementi come il magnesio, ed utilizzando dei trattamenti metallurgici appropriati, la grafite assume, durante la solidificazione della ghisa, la forma di sferoidi, dando origine alla ghisa sferoidale. Questo tipo di ghisa, oltre alle tradizionali caratteristiche proprie anche della ghisa a grafite lamellare, e cioè buona resitenza alla corrosione, elevata capacità di assorbimento delle vibrazioni, capacità autolubrificante, possiede caratteristiche meccaniche molto più elevate: alta resistenza agli urti, una superiore capacità di deformazione, resistenza alla rottura per flessione 2 o 3 volte superiore, e, sopratutto, un modulo di elasticità pari quasi a quello dell'acciaio. |
| Questa
caratteristiche ci hanno consentito la realizzazione di un gradino per chiocciola
costruito come una mensola autoportante, ancorata all'asse centrale, senza aumentare
in maniera sensibile i pesi e gli ingombri della struttura in ghisa. I vantaggi di tale soluzione ci sembrano evidenti: la mensola autoportante, non necessitando del tradizionale supporto esterno,può ruotare liberamente intorno |
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all'asse centrale, consentendo di variare a piacere il numero dei gradini da comprendere nella circonferenza. La soluzione "aperta", visibile nella foto a fianco, consente inoltre l'inserimento di pedate in legno per scale sia a pianta rotonda che a pianta quadrata, con una variabilità continua di diametro (o lato, per fori quadrati) da un minimo di 110 cm. ad un massimo di 160 cm, con la possibilità di adattarsi, quindi, a qualunque dimensione intermedia di foro. |
| L'alzata minima realizzabile è di 17 cm, anche se un'alzata così bassa è sconsigliabile in una scala a chiocciola di piccole dimensioni, che non prevede più di 12 gradini per giro. ( Vedi pagina 'Progettazione'). A destra è visibile un esempio di
scala a chiocciola a pianta quadrata per piccoli fori, con pedata in legno e
ringhiera solo per i lati della scala non protetti dai muri. Oltre alla pedata in legno, utilizzata generalmente per interni, è possibile
inserire pedate in grigliato zincato elettrosaldato, per scale tecniche da esterni. |
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Per quanto questo tipo di scala consenta di variare liberamente l'alzata e
la pedata dei gradini, vi sono dei limiti che andrebbero rispettati per costruire scale
almeno ragionevolmente comode.
Di seguito descriviamo le tipologie più normalmente utilizzate.
Scale a pianta rotonda
Numero di gradini per giro di 360° normalmente utilizzati

Sbarchi di serie disponibili

Scale a pianta quadrata
Numero di gradini per giro di 360° disponibili di serie

Sbarchi di serie disponibili

Ecco un tabella riassuntiva delle alzate e pedate consigliate per la costruzione di scale in condizioni normali:
| Diametro scala | Numero di gradini consigliato per giro di 360° | Alzata consigliata | ||
| Tonda | Quadra | Tonda | Quadra | |
| dal Ø110 al Ø120 | 12 | 12 | da 21 a 23 cm | da 21 a 23 cm |
| dal Ø121 al Ø140 | 12 | da 21 a 23 cm | ||
| 13 | da 20 a 22 cm | |||
| dal Ø141 al Ø160 | 13 | da 20 a 22 cm | ||
| 14 | da19 a 21 cm | |||
In situazioni particolarmente complesse, dove l'inserimento di una scala
consigliata è impossibile, si possono studiare, con l'aiuto di personale esperto,
soluzioni alternative, rassegnandosi però ad una certa scomodità, o ad una maggiorazione
dei costi.
Ad esempio, per le scale a pianta quadrata, la suddivione consigliata del giro di
360° in 12 o 16 gradini è dovuta sostanzialmente a motivi di sempicità, e quindi
economicità, di produzione: queste due suddivisioni consentono di
ridurre a 2 le tipologie di pedate da produrre (per i gradini di lato e per i
gradini di spigolo), mentre qualunque altro numero di gradini per giro impone la
realizzazione di una sagoma diversa di pedata per ogni gradino, con evidenti aumenti di
tempi e di costi di produzione.
Nelle scale a pianta rotonda, per fare un altro esempio, è produttivamente
possibile ottenere qualunque numero di pedate per giro, sino a trasformare la scala in una
specie di rampa a pioli elicoidale, ovvero abbassare le alzate sino a rendere la
scala praticabile con comodità solo agli animali domestici.
Il buon senso ed un minimo di rispetto per le norme di sicurezza sconsiglieranno
gli eccessi.
Pagina aggiornata al 13/03/05