Alfredo Neri

Scale a chiocciola moderne in ghisa sferoidale

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  La ghisa a grafite sferoidale è una variante della tradizionale ghisa a grafite lamellare. Il suo primo utilizzo risale al periodo della seconda guerra mondiale.
   La ghisa in generale si distingue dall'acciaio, ugualmente composto da ferro e carbonio, perchè in essa è sempre presente del carbonio in eccesso rispetto alla quantità solubile nella struttura cristallina della matrice metallica. Solitamente questo carbonio in eccesso assume la forma di grafite in lamelle durante il processo di solidificazione, dando origine, appunto, alla ghisa lamellare, o grigia.
   In presenza di elementi come il magnesio, ed utilizzando dei trattamenti metallurgici appropriati, la grafite assume, durante la solidificazione della ghisa, la forma di sferoidi, dando origine alla ghisa sferoidale.
  Questo tipo di ghisa, oltre alle tradizionali caratteristiche proprie anche della ghisa a grafite lamellare, e cioè buona resitenza alla corrosione, elevata capacità di assorbimento delle vibrazioni, capacità autolubrificante, possiede caratteristiche meccaniche molto più elevate: alta resistenza agli urti, una superiore capacità di deformazione, resistenza alla rottura per flessione 2 o 3 volte superiore, e, sopratutto, un modulo di elasticità pari quasi a quello dell'acciaio.
  Questa caratteristiche  ci hanno consentito la realizzazione di un gradino per chiocciola costruito come una mensola autoportante, ancorata all'asse centrale, senza  aumentare in maniera sensibile i pesi e gli ingombri della struttura in ghisa.
  I vantaggi di tale soluzione ci sembrano evidenti: la mensola autoportante, non necessitando del tradizionale supporto esterno,può ruotare liberamente intorno

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all'asse centrale, consentendo di variare a piacere il numero dei gradini da comprendere nella circonferenza. La soluzione "aperta", visibile nella foto a fianco, consente inoltre l'inserimento di pedate in legno per scale sia a pianta rotonda che a pianta quadrata, con una variabilità continua di diametro (o lato, per fori quadrati) da un minimo di 110 cm. ad un massimo di 160 cm, con la possibilità di adattarsi, quindi, a qualunque dimensione intermedia di foro.
   
   L'alzata minima realizzabile è di 17 cm, anche se un'alzata così bassa è sconsigliabile in una scala a chiocciola di piccole dimensioni, che non prevede più di 12 gradini per giro.
( Vedi pagina 'Progettazione').

  A destra è visibile un esempio di scala a chiocciola a pianta quadrata per piccoli fori, con pedata in legno e ringhiera solo per i lati della scala non protetti dai muri.
   La ringhiera è stata realizzata in questo caso in ferro battuto, mentre le pedate sono in multistrato di legno, su richiesta del cliente. Qualunque altra soluzione è comunque possibile.

  Oltre alla pedata in legno, utilizzata generalmente per  interni, è possibile inserire pedate in grigliato zincato elettrosaldato, per scale tecniche da esterni.
  Sono comunque previste, per un prossimo futuro, anche delle tradizionali pedate in ghisa.

    Per quanto questo tipo di scala consenta di variare liberamente l'alzata e la pedata dei gradini, vi sono dei limiti che andrebbero rispettati per costruire scale almeno ragionevolmente comode.
  Di seguito descriviamo le tipologie più normalmente utilizzate.

Scale a pianta rotonda

Numero di gradini per giro di 360° normalmente utilizzati

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Sbarchi di serie disponibili

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Scale a pianta quadrata

Numero di gradini per giro di 360° disponibili di serie

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Sbarchi di serie disponibili

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  Ecco un tabella riassuntiva delle alzate e pedate consigliate per la costruzione di scale in condizioni normali:

Diametro scala Numero di gradini consigliato per giro di 360° Alzata consigliata
Tonda Quadra Tonda Quadra
dal Ø110 al Ø120 12 12 da 21 a 23 cm da 21 a 23 cm
dal Ø121 al Ø140 12 da 21 a 23 cm
13 da 20 a 22 cm
dal Ø141 al Ø160 13 da 20 a 22 cm
14 da19 a 21 cm

  In situazioni particolarmente complesse, dove l'inserimento di una scala consigliata è impossibile, si possono studiare, con l'aiuto di personale esperto, soluzioni alternative, rassegnandosi però ad una certa scomodità, o ad una maggiorazione dei costi.
  Ad esempio, per le scale a pianta quadrata, la suddivione consigliata del giro di 360° in 12 o 16 gradini è dovuta sostanzialmente a motivi di sempicità, e quindi economicità, di produzione: queste due suddivisioni consentono di ridurre a 2  le tipologie di pedate da produrre (per i gradini di lato e per i gradini di spigolo), mentre qualunque altro numero di gradini per giro impone la realizzazione di una sagoma diversa di pedata per ogni gradino, con evidenti aumenti di tempi e di costi di produzione.
  Nelle scale a pianta rotonda, per fare un altro esempio, è produttivamente possibile ottenere qualunque numero di pedate per giro, sino a trasformare la scala in una specie di rampa  a pioli elicoidale, ovvero abbassare le alzate sino a rendere la scala praticabile con comodità solo agli animali domestici.
  Il buon senso ed un minimo di rispetto per le norme di sicurezza sconsiglieranno gli eccessi.
 

Pagina aggiornata al 13/03/05

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