Installazione delle caldaie a legna
Qualche nota tecnica
N.B.
L’installazione deve essere fatta da
personale competente che certifichi la correttezza dell’impianto.
Il focolare deve essere raccordato alla canna fumaria da
un esperto e vanno rispettate tutte le regole indicate nei manuali di
installazione
Le informazioni che seguono hanno valore puramente
indicativo. Variazioni nella realizzazione degli impianti e nella scelta dei
componenti necessari sono sempre possibili, in ragione delle istruzioni fornite
dal produttore per lo specifico prodotto acquistato e dell'esperienza di un
installatore qualificato. Lo scopo dei paragrafi che seguono è semplicemente
quello di fornire al consumatore finale una idea di cosa dovrà affrontare per
la realizzazione di un impianto.
Come è fatta una caldaia legna
Di seguito mostriamo le immagini degli spaccati di alcuni
termocamini a legna. Con qualche variante queste immagini possono
essere considerate rappresentative di questa categoria di prodotti.
|
Spaccato di termocamino Edilkamin A. Tubo scambiatore |
|
|
Spaccato di termocamino Aquachaude de L'Artistico |
![]() |
Norme generali di installazione
Una caldaia a legna è comunque una stufa, dal punto
di vista della combustione, quindi restano valide tutte le norme di
installazione delle stufe descritte nelle pagine precedenti e nella sezione
dedicata alle canne fumarie. Particolare attenzione, anzi, va dedicata proprio
alla canna fumaria: come già detto, lo scambio termico con l'acqua
raffredda notevolmente i fumi, e quindi il camino posto a servizio di una
caldaia a legna deve essere particolarmente ben coibentato. Occorre anche
prevedere una adeguata presa d'aria esterna.
Gli allacciamenti idraulici ed elettrici devono essere
eseguiti da un termotecnico qualificato, in grado di certificare la conformità
dell'impianto sulla base della Legge 46/90, rispettando la normativa esistente,
in particolare la UNI 10683/98 e seguendo scrupolosamente le istruzioni del
costruttore.
Per quanto riguarda gli allacci elettrici, è obbligatorio
inserire a monte del dispositivo e di tutto il circuito elettrico della caldaia
un interruttore differenziale di linea, e collegare a terra la pompa, le valvole
e le parti metalliche della caldaia.
I componenti dell'impianto
| Vaso ad espansione aperto. Come già detto, la caldaia deve essere obbligatoriamente collegata ad un vaso ad espansione aperto. Questo elemento può essere considerato il cuore dell'impianto idraulico, e la sua corretta posa in opera è determinante per il suo buon funzionamento. Il vaso ad espansione funge anche da gruppo di |
![]() |
| riempimento, in sostanza è il vaso ad
espansione a rifornire di acqua l'impianto. L'impianto non deve mai essere
riempito direttamente dal tubo di rete, perchè la pressione di rete può
essere notevolmente superiore a quella prevista per la caldaia. Il tubo di
rete va dunque collegato al vaso ad espansione, e non alla caldaia. Poichè parliamo di vaso aperto, è evidente che il vaso ad espansione deve essere posizionato più in alto del più alto dei termosifoni. La sua posizione dovrebbe essere di almeno 3 metri maggiore del più alto dei termosifoni, ma non superiore ai 15 metri, poichè 1,5 bar è in genere la pressione massima di esercizio ammessa per gli impianti. ( E' una questione di legge di gravità: ogni metro in altezza della colonna d'acqua costituita dal tubo di carico genera una pressione di 0.1 bar alla base dell'impianto). L'altezza del vaso ad espansione dovrebbe comunque essere tale da generare una pressione superiore a quella prodotta dalla pompa. Il tubo di sicurezza o di sfiato deve essere a sfogo libero, senza rubinetti o curvature, così come anche il tubo di carico. La dimensione del vaso dovrebbe essere tale da poter contenere almeno un 20% dell'acqua presente in tutto l'impianto.
Le caldaie a legna funzionano a vaso di espansione aperto, le caldaie a
gasolio lavorono a vaso di espansione aperto, mentre le caldaie a gas, a
seconda dei modelli, lavorano con pressioni diverse da 0,3 a 0,6 mbar. Se
volete nel vostro impianto collegare insieme termofocolare e caldaia a gas,
il vaso di espansione (che in genere deve essere posizionato ad un’altezza
di almeno 2 metri superiore al radiatore più alto) deve rispettare le
seguenti altezze (sempre dal radiatore più alto): |
| Pompa o Circolatore La sua funzione è ovviamente quella di muovere l'acqua nell'impianto. Se l'installazione avviene in serie con una caldaia esistente, occorre verificare che i circolatori non girino in senso contrario ( capita facilmente). Se l'impianto è molto complesso e le distanze sono notevoli, può essere necessario installare due circolatori. A focolare acceso, il circolatore dovrebbe sempre essere in funzione: utilizzare le centraline fornite con le caldaie, ovvero prodotti similari, che spengano il circolatore solo al di sotto della temperatura di sicurezza. Se utilizzate circolatori di buona qualità (con girante in tecnopolimero ad alte temperature) posizionateli sulla mandata; se utilizzate circolatori di bassa qualità, posizionateli sul ritorno (o ad almeno 2 metri dal focolare sulla mandata). |
|
| Centralina di controllo Termostufe e termocucine vengono generalmente fornite con almeno una parte degli strumenti di controllo già installati bene in vista ( ad es. Termometro e Termostato). I termocamini richiedono invece sempre una centralina di controllo esterna. In ogni caso installarne una con regolazione elettronica non è mai sbagliato ( se ne trovano facilmente in commercio). |
|
| La caldaia a legna dovrebbe essere dotata di un allarme acustico che segnali malfunzionamenti. |
|
Valvole di sicurezza |
|
| Valvola a 3 vie La valvola a 3 vie è controllata dal termostato e regola il flusso di acqua nell'impianto. Sino al raggiungimento della temperatura impostata sul termostato, devia il flusso dell'acqua direttamente al ritorno della caldaia. Raggiunta la temperatura minima di utilizzo, apre il flusso dell'acqua verso i termosifoni. Può essere utilizzata per regolare anche la produzione di acqua sanitaria, in impianti dotati di serpentina. |
|
| Scambiatori per acqua
sanitaria Per la produzione di acqua sanitaria ci sono diverse opzioni. Alcuni termocamini e termostufe sono equipaggiati con una specifica serpentina separata. Altrimenti si può ricorrere ad un termoscaldabagno, ad un accumulatore esterno, o ad uno scambiatore rapido, come quello illustrato in figura, che per la sua compattezza, economicità ed alta efficienza sta prendendo sempre più piede. |
|
| Può produrre sino a 13/14 litri di acqua
calda al minuto. Nelle caldaie dotate di serpentina, se si prevede di dover utilizzare molta acqua sanitaria per un tempo prolungato, si può intervenire sulla valvola a 3 vie perchè devii il flusso dell'acqua calda dai termosifoni, concentrandolo sulla produzione di acqua sanitaria. |
Allacciamenti idraulici ed elettrici
Ecco di seguito un esempio di montaggio della raccorderia
fornito dalla Edilkamin:
|
|
| a. Raccordo a 4 vie da 1.1/4"f b. Riduzione da 1.1/4" a 1/2"f c. Pozzetto 1/2" per sonda Si d. Collettore 1.1/4" con 2 deviazioni da 1/2"m e. Nipplo da 1.1/4"m f. Raccordo a "T" da 1.1/4"f g. Riduzione da 1.1/4 m ad 1"f h. Valvola di ritegno dell'idrometro 1/2" i. Raccordo presa idrometro |
l. Idrometro m. Manicotto da 3/4" n. Nipplo da 3/4" o. Manicotto da 1/2" f Si. Sonda ad immersione VS 1/2 Valvola automatica di sfiato aria VS Valvola di sicurezza 1,5 bar x 3/4" f VST Valvola di scarico termico 3/4"m a scarico libero 1/2"f |
Ed ecco come appare in realtà un esempio di assemblaggio, completo di circolatore e piastra di scambio termico:
|
|
Alcuni schemi di installazione.
1. Schema idraulico di installazione di termocamino Edilkamin come unica fonte di riscaldamento e con serpentina incorporata per produzione di acqua calda sanitaria.
|
|
2. Schema idraulico di installazione di termocamino CH701C de L'Artistico, completo di scambiatore rapido per produzione acqua sanitaria e collegamento a caldaia esistente. ( Questo termocamino dispone di due uscite per l'acqua calda che vanno entrambe utilizzate)
|
|
3. Schema idraulico di installazione per termocucina Lamberto Vescovi con accumulatore per acqua sanitaria
|
|
4. Schema idraulico di installazione per Termocucina Lamberto Vescovi collegata con Boiler ed allaccio a caldaia esistente.
|
|
Esempi di circuiti idraulici Alfacaminetti
1) Termocamino abbinato ad una caldaia murale e con bollitore ad intercapedine per acqua sanitaria.
|
|
||||||||||||||||
Legenda
|
||||||||||||||||
| Descrizione impianto I radiatori sono alimentatti sia dall'acqua calda prodotta dal termocamino COMPACQ, sia dalla caldaia murale. La caldaia murale entra in funzione automaticamente quando il termocamino è spento o non a regime, in funzione delle esigenze ambientali. Per la produzione di acqua sanitaria, il termocamino alimenta il bollitore ad intercapedine attraverso la condotta principale ( 22 mm) e la condotta forzata ( 14 mm). Il flusso di acqua sanitaria in uscita dal bollitore ( a temperatura più o meno elevata) rifornisce la caldaia murale. |
||||||||||||||||
| Vantaggi 1) Il bollitore accumula acqua calda rendendola disponibile anche a caminetto spento. 2) La caldaia murale riceve l'acqua sanitaria dal bollitore: non entra in funzione se la riceve calda e si attiva solo se la riceve a temperatura non sufficiente. 3) Quando manca l'energia elettrica, si stabilisce una circolazione naturale attraverso il tubo di alimentazione bollitore da 22 mm, scaricando l'energia termica nell'acqua sanitaria del bollitore medesimo, realizzando una ulteriore sicurezza naturale. In caso di prolungata mancanza di energia, è possibile apreire il rubinetto dell'acqua calda sanitaria per abbassare rapidamente la temperatura della caldaia. 4) L'avvicendamento tra caldaia murale e termocamino è completamente automatico, una volta impostata la temperatura di attivazione del circolatore sulla centralina elettronica di comando del termocamino. |
2) Termocamino abbinato ad una caldaia convenzionale a gas o gasolio
|
|
||||||||||||||||||||||
Legenda
|
||||||||||||||||||||||
| Descrizione impianto A termocamino spento o quando la temperatura dell'acqua in caldaia non ha raggiunto il valore impostato per l'attivazione del circolatore, le valvole (3) e (4) sono sulla posizione NAC: il flusso di acqua fredda sanitaria in ingresso alimenta la caldaia convenzionale e l'acqua calda di riscaldamento in uscita dalla stessa raggiunge il collettore di mandata dell'impianto dei termosifoni ( diviso a zone con termostati ambiente e circolatori indipendenti). Quando la temperatura dell'acqua in caldaia raggiunge il valore impostato per l'attivazione del circolatore, le valvole (3) e (4) si spostano sulla posizione NCC. In tali condizioni, se la valvola (2) è sulla posizione NAF (nessuna richiesta di acqua sanitaria), l'acqua calda della caldaia alimenta il collettore di mandata dell'impianto dei termosifoni. Quando il termocamino è acceso, il termostato ambiente di almeno una zona deve essere impostato sulla temperatura massima. Quando dai rubinetti c'è richiesta di acqua calda sanitaria, la valvola (2) si sposta sulla posizione NCF e l'acqua calda della caldaia alimenta il circuito primario dello scambiatore, con produzione di acqua sanitaria sul secondario. Nel momento in cui la valvola (2) riceve il segnale dal flussostato del gruppo acqua sanitaria, si interrompe automaticamente l'alimentazione elettrica dei circolatori delle zone Z1, Z2 e Z3. Il termocamino alimenta alternativamente l'impianto dei termosifoni o lo scambiatore rapido per l'acqua sanitaria. |
||||||||||||||||||||||
| Vantaggi 1) Si può installare i termocamino in un impianto di termosifoni esistente con facilità 2) Il bollitore della caldaia convenzionale e lo scambiatore rapido per l'acqua sanitaria del caminetto lavorano in parallelo. 3) L'acqua calda sanitaria è prodotta da uno scambiatore rapido a piastre di dimensioni estremamente contenute. |
3) Termocamino abbinato ad un bollitore per acqua sanitaria a serpentina e ad uno scaldabagno a gas
|
|
||||||||||||||
Legenda
|
||||||||||||||
| Descrizione impianto I radiatori sono alimentati dall'acqua calda prodotta dal termocamino. Per la produzione di acqua calda sanitaria, il termocamino alimenta il bollitore a serpentina attraverso la condotta in derivazione con la mandata dell'impianto di roscaldamento. Il flusso di acqua sanitaria in uscita dal bollitore ( a temperatura più o meno elevata) rifornisce lo scaldabagno a gas. |
||||||||||||||
| Vantaggi 1) Semplicità ed economicità dell'impianto, dove il termocamino è l'unica caldaia dell'impianto di riscaldamento. 2) Lo scaldabagno a gas entra automaticamente in funzione solo quando il bollitore, alimentato dal termocaminetto, fornisce acqua fredda o non sufficientemente calda. 3) Durante la stagione invernale, con l'utilizzo del termocamino, si può tenere spento lo scaldabagno a gas. |