Canne fumarie in acciaio inox
La crescente attenzione verso la sicurezza degli impianti, il risparmio
energetico e la riduzione dell'inquinamento atmosferico, ha determinato un sostanziale
cambiamento nella progettazione e realizzazione dei sistemi di evacuazione dei fumi, anche
in funzione delle mutate caratteristiche dei moderni generatori di calore.
A queste tendenze di carattere generale, con la emanazione del regolamento di
attuazione della Legge 10/91 e l'applicazione della Legge 46/90, si aggiungono dei precisi
riferimenti legislativi che dettano regole specifiche per la progettazione,
l'installazione e la manutenzione degli impianti termici, e definiscono obblighi e
responsabilità dei soggetti interessati.
Il nuovo quadro normativo attribuisce alla canna fumaria una parte attiva
nell'impianto termico, assoggettandola pertanto a regole e criteri costruttivi ben
definiti, dei quali produttore, installatore ed utilizzatore sono chiamati a rispondere.
L'insieme di queste novità rende il problema della evacuazione dei fumi, sia
civili che industriali, assai più complesso che in passato, favorendo l'impiego di camini
coibentati, tecnologicamente più adatti a risolvere le nuove esigenze di durata,
sicurezza, risparmio energetico e rispetto per l'ambiente.
L'utilizzo di canne fumarie in acciaio inossidabile con basso coefficiente di
rugosità ed adeguata coibentazione permette di ottimizzare la combustione dei generatori
di calore e di ridurre sia i consumi che le emissioni inquinanti. Realizzate con materiali
pregiati ed avanzate tecniche costruttive, rappresentano la soluzione ottimale ai problemi
in questione, e si distinguono per l'estrema semplicità di installazione, l'adattabilità
ad ogni esigenza architettonica ed una concreta convenienza economica.
A seconda della tipologia costruttiva e della destinazione d'uso, si distinguono
essenzialmente due tipi di canne fumarie: "singola parete" e
"doppia parete coibentata".
Le diverse caratteristiche tecniche e funzionali e le condizioni di applicazione
sono brevemente descritte di seguito.
Camini per impianti centralizzati
Rivestimento interno per il risanamento di camini in muratura esistenti
Le canne fumarie in acciaio inox singola parete hanno una molteplicità di
impieghi, sia nella costruzione di nuovi impianti, sia nel recupero di canne fumarie
esistenti lesionate o da adattare a nuove caldaie o nuovi combustibili.
Nella costruzione di nuovi camini, dove si voglia unire le eccellenti qualità del
materiale acciaio con l'estetica tradizionale della struttura in muratura, la
realizzazione con materiali combinati risulta particolarmente conveniente ed economica.
Il flusso interno in acciaio inox Aisi 304 o 316, di sezione rotonda, garantisce la
perfetta tenuta ai fumi, la resistenza alle condense ed ai residui di combustione, la
minima perdita di carico dovuta alle pareti perfettamente lisce, la ridotta formazione di
incrostazioni, la semplicità della manutenzione e della pulizia, oltre ad un avvio
immediato del tiraggio grazie al rapido riscaldamento della parete in acciaio;
l'intercapedine d'aria lasciata tra il tubo interno in acciaio e la parete esterna in
muratura costituisce un eccellente isolante termico, che mantiene i fumi caldi e
garantisce il tiraggio, mentre il rivestimento in muratura esterno, che può essere scelto
tra una varietà di materiali edili presenti sul mercato, fornisce la struttura portante
del camino, ed un aspetto estetico gradevole.
Ugualmente conveniente può essere il recupero di camini esistenti con un
rivestimento interno in acciaio che ne evita l'abbattimento e la sostituzione, specie in
canne costruite con vecchi criteri poste a servizio di nuove caldaie, dove la migliore
qualità del materiale acciaio consente solitamente un dimensionamento di diametro
inferiore alla precedente sezione in muratura utilizzata, e quindi un facile lavoro di
inserimento.
Il dimensionamento deve comunque essere eseguito dal produttore o da un tecnico
specializzato.
Nuovi camini in acciaio inox
Dove non sia conveniente il recupero di un camino esistente o quando si tratti
di realizzare un nuovo impianto ex novo, le canne fumarie in acciaio inox coibentate sono
il miglior materiale oggi disponibile sul mercato.
Questo prodotto trova applicazione sia in campo civile che industriale, dai piccoli
impianti sino alle centrali termiche di grosse strutture ospedaliere, produttive e
comunitarie.
Possono essere installate sia all'interno che all'esterno degli edifici, grazie
all'efficace sistema di coibentazione che ne assicura l'ottimale rendimento in ogni
condizione climatica, e non richiedono opere aggiuntive da eseguire in cantiere in fase di
installazione.
In funzione della elevata qualità dei materiali impiegati, mantengono inalterate
le proprie caratteristiche in presenza di temperature che variano tra i 500°C circa in
funzionamento continuo, sino a punte massime occasionali di 750°C circa.
Sono costruite in acciaio inossidabile austenitico ad elementi modulari di sezione
circolare, con saldatura longitudinale continua con procedimento automatico al plasma, e
sistema di innesto rapido a bicchiere, con l'applicazione di una robusta fascetta di
giunzione, progettata in modo tale da assicurare la massima tenuta alle condense interne
ed alla infiltrazione di liquidi dall'esterno, consentendo inoltre l'assorbimento delle
dilatazioni termiche sul diametro interno.
La parete interna è realizzata in acciaio inox AISI 316L, spessore 6/10 mm, mentre
quella esterna viene solitamente realizzata in acciaio inox AISI 304; su
richiesta, per specifiche esigenze architettoniche, la parete esterna può essere
realizzata in rame od in acciaio zincato verniciato a forno nei colori RAL. La
coibentazione intermedia e realizzata con uno strato di lana minerale alta densità
di spessore 50 mm, che assicura un alto grado di isolamento.
Sono prodotte in una vasta gamma di diametri ed includono tutti gli elementi
speciali e gli accessori richiesti per una corretta e semplice installazione a norma.
Il dimensionamento e la progettazione devono essere affidati al produttore o ad un
tecnico specializzato.
Camini per impianti collettivi per caldaie autonome
Il diffuso orientamento alla installazione di impianti di riscaldamento autonomi,
congiuntamente alla emanazione della Legge 10/91, che impone negli edifici multipiano lo
scarico dei prodotti della combustione oltre il tetto dell'edificio, rende particolarmente
conveniente e risolutivo l'utilizzo di canne fumarie collettive.
L'impiego di tale sistema consente infatti la contemporanea evacuazione dei
prodotti della combustione di più apparecchi posizionati su piani sovrapposti, come
previsto e disciplinato dalle norme UNI 10640 e UNI 10641.
Gli evidenti vantaggi economici ed estetici di questa soluzione, che evita la
necessità di installare una canna fumaria per ciascuna utenza, determinano una crescente
attenzione da parte del mercato.
La flessibilità di utilizzo delle canne fumarie collettive in acciaio inox trova un
interessante campo di applicazione anche nel caso di trasformazione di impianti termici
centralizzati in impianti autonomi. Numerosi e consistenti sono i vantaggi di questa
scelta, che consente di minimizzare le opre murarie e di demolizione, ridurre gli ingombri
dei condotti dei fumi, semplificare la posa in opera anche in situazioni difficili ed
adattarsi facilmente ad ogni esigenza di carattere architettonico.
Canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo "B" a tiraggio naturale
Questo tipo di installazione costituisce un sistema unico per
l'evacuazione dei fumi provenienti da più apparecchi di tipo B a tiraggio naturale,
aventi potenzialità non superiore ai 35 kw ed installati su piani sovrapposti.
La realizzazione della canna fumaria collettiva ramificata (C.C.R.) è disciplinata
dalla nuova Norma UNI 10640 del 1997, che prevede lo scarico dei singoli apparecchi in un
collettore principale, mediante condotti secondari aventi un'altezza pari ad un piano e
collegati al collettore tramite un raccordo con inclinazione non minore di 135° rispetto
all'asse verticale.
Ai condotti secondari debbono essere collegati apparecchi dello stesso tipo, non
più di uno per piano, alimentati con il medesimo combustibile, e con portate termiche
nominali che non differiscano di oltre il 30% in meno rispetto alla portata termica
massima allacciabile.
Il numero massimo di piani servibili da una C.C.R. deve essere rapportato alla
effettiva capacità di evacuazione del collettore principale, il quale non deve comunque
ricevere più di 5 immissioni provenienti dai condotti secondari: una
C.C.R. può pertanto servire al massimo uno stabile di 6 piani, con l'ultimo condotto in
alto che scarichi direttamente in atmosfera. Nel caso di edifici con un maggior numero di
piani, dovranno essere previste due o più canne fumarie.
Il tratto terminale della C.C.R. deve avere un'altezza minima pari a 3 metri; alla
sommità del condotto deve essere posto un comignolo avente conformazione tale da
facilitare la dispersione dei prodotti della combustione anche in condizioni atmosferiche
avverse e la quota di sbocco del comignolo deve essere realizzata in conformità di quanto
previsto dalla Norma UNI 7129.
Il dimensionamento delle C.C.R. deve essere eseguito dalle aziende costruttrici o da
tecnici qualificati sulla base dei dati specifici relativi alla installazione degli
apparecchi ed alla ubicazione dello stabile.
Canne fumarie collettive coassiali per apparecchi di tipo "B" a
tiraggio naturale
Le canne collettive coassiali rappresentano una soluzione
alternativa alla canna collettiva ramificata, della quale mantengono tutte le
caratteristiche tecniche, così come il pieno rispetto delle indicazioni stabilite dalla
norma UNI 10640.
In questo tipo di installazione, i condotti secondari sono interni rispetto al
collettore principale, che avrà pertanto una sezione utile di evacuazione adeguata e
stabilita dai calcoli del dimensionamento.
I vantaggi sono di carattere pratico ed economico: al minore
ingombro dovuto al solo collettore principale, va infatti aggiunta la possibilità di
realizzare i condotti secondari utilizzando elementi a semplice parete, sfruttando
l'isolamento termico offerto dalla coibentazione del condotto principale.
I collegamenti tra la canna collettiva coassiale ed i canali da fumo provenienti
dagli apparecchi sono assicurati da un particolare raccordo a "T" che incorpora
al suo interno il deviatore di partenza del condotto secondario. Specifici collari
distanziatori servono a centrare i condotti secondari rispetto al collettore principale.
Le indicazioni relative alla tipologia degli apparecchi collegabili, al numero
delle immissioni consentite, al tratto terminale ed al comignolo, sono identiche a quelle
stabilite per le canne collettive ramificate precedentemente descritte:
un solo allacciamento per piano, caldaie dello stesso tipo con differenze di potenza
nominale non superiori al 30% della massima potenza allacciabile, identico combustibile,
tratto del condotto secondario interno non inferiore all'altezza di un piano, massimo di 5
caldaie sovrapposte allacciabili allo stesso condotto principale, con l'eventuale sesta
caldaia provvista di uno sbocco autonomo in atmosfera.
Anche le canne collettive coassiali devono essere dimensionate dalle aziende
costruttrici o da tecnici qualificati, sulla base delle caratteristiche proprie della
singola installazione, come previsto dalla Norma UNI 10640.
Canne fumarie collettive per caldaie di tipo "C" a tiraggio forzato
Particolarmente diffusa è l'installazione di canne fumarie
collettive al servizio di apparecchia a gas di tipo C a tiraggio forzato e camera stagna.
La norma UNI 10641 del 1997 definisce i criteri di progettazione e verifica della
canna collettiva idonea a convogliare gli scarichi di più caldaie di tipo C posizionate
su piani sovrapposti e alimentate dallo stesso combustibile.
L'aria comburente viene prelevata dall'apparecchio direttamente all'esterno o
tramite un apposito condotto; il collegamento tra i singoli canali da fumo
e la canna fumaria collettiva avviene mediante un particolare raccordo a "T" con
uscita ridotta rispetto al condotto verticale, oppure, in caso di apparecchi con
uscita
fumi ed alimentazione concentriche, con un raccordo ad attacco combinato aria/fumi, che
assicura contemporaneamente l'afflusso dell'aria comburente e lo scarico dei fumi
combusti.
Il numero di apparecchi collegabili deve essere rapportato alla effettiva capacità
di evacuazione del condotto, stabilita secondo il disposto della norma;
in ogni caso non è consentito di allacciare più di un apparecchio per piano, con un
massimo di 8 apparecchi per condotti provvisti di apertura di compensazione, e di 6
apparecchi per condotti che ne siano privi.
Le norme per i comignoli sono identiche a quelle delle altre canne fumarie.
Anche questo tipo di installazione deve essere dimensionato dal produttore o da un
tecnico qualificato.
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