Alfredo Neri

Canne fumarie in acciaio inox

  La crescente attenzione verso la sicurezza degli impianti, il risparmio energetico e la riduzione dell'inquinamento atmosferico, ha determinato un sostanziale cambiamento nella progettazione e realizzazione dei sistemi di evacuazione dei fumi, anche in funzione delle mutate caratteristiche dei moderni generatori di calore.
  A queste tendenze di carattere generale, con la emanazione del regolamento di attuazione della Legge 10/91 e l'applicazione della Legge 46/90, si aggiungono dei precisi riferimenti legislativi che dettano regole specifiche per la progettazione, l'installazione e la manutenzione degli impianti termici, e definiscono obblighi e responsabilità dei soggetti interessati.
  Il nuovo quadro normativo attribuisce alla canna fumaria una parte attiva nell'impianto termico, assoggettandola pertanto a regole e criteri costruttivi ben definiti, dei quali produttore, installatore ed utilizzatore sono chiamati a rispondere.
  L'insieme di queste novità rende il problema della evacuazione dei fumi, sia civili che industriali, assai più complesso che in passato, favorendo l'impiego di camini coibentati, tecnologicamente più adatti a risolvere le nuove esigenze di durata, sicurezza, risparmio energetico e rispetto per l'ambiente.
  L'utilizzo di canne fumarie in acciaio inossidabile con basso coefficiente di rugosità ed adeguata coibentazione permette di ottimizzare la combustione dei generatori di calore e di ridurre sia i consumi che le emissioni inquinanti. Realizzate con materiali pregiati ed avanzate tecniche costruttive, rappresentano la soluzione ottimale ai problemi in questione, e si distinguono per l'estrema semplicità di installazione, l'adattabilità ad ogni esigenza architettonica ed una concreta convenienza economica.
  A seconda della tipologia costruttiva e della destinazione d'uso, si distinguono essenzialmente due tipi di canne fumarie: "singola parete" e "doppia parete coibentata".
  Le diverse caratteristiche tecniche e funzionali e le condizioni di applicazione sono brevemente descritte di seguito.

Camini per impianti centralizzati

Rivestimento interno per il risanamento di camini in muratura esistentiRivestimento.jpg (16679 byte)

  Le canne fumarie in acciaio inox singola parete hanno una molteplicità di impieghi, sia nella costruzione di nuovi impianti, sia nel recupero di canne fumarie esistenti lesionate o da adattare a nuove caldaie o nuovi combustibili.
  Nella costruzione di nuovi camini, dove si voglia unire le eccellenti qualità del materiale acciaio con l'estetica tradizionale della struttura in muratura, la realizzazione con materiali combinati risulta particolarmente conveniente ed economica.
  Il flusso interno in acciaio inox Aisi 304 o 316, di sezione rotonda, garantisce la perfetta tenuta ai fumi, la resistenza alle condense ed ai residui di combustione, la minima perdita di carico dovuta alle pareti perfettamente lisce, la ridotta formazione di incrostazioni, la semplicità della manutenzione e della pulizia, oltre ad un avvio immediato del tiraggio grazie al rapido riscaldamento della parete in acciaio; l'intercapedine d'aria lasciata tra il tubo interno in acciaio e la parete esterna in muratura costituisce un eccellente isolante termico, che mantiene i fumi caldi e garantisce il tiraggio, mentre il rivestimento in muratura esterno, che può essere scelto tra una varietà di materiali edili presenti sul mercato, fornisce la struttura portante del camino, ed un aspetto estetico gradevole.
  Ugualmente conveniente può essere il recupero di camini esistenti con un rivestimento interno in acciaio che ne evita l'abbattimento e la sostituzione, specie in canne costruite con vecchi criteri poste a servizio di nuove caldaie, dove la migliore qualità del materiale acciaio consente solitamente un dimensionamento di diametro inferiore alla precedente sezione in muratura utilizzata, e quindi un facile lavoro di inserimento.
  Il dimensionamento deve comunque essere eseguito dal produttore o da un tecnico specializzato.

 

Nuovi camini in acciaio inoxnuova.jpg (13638 byte)

  Dove non sia conveniente il recupero di un camino esistente o quando si tratti di realizzare un nuovo impianto ex novo, le canne fumarie in acciaio inox coibentate sono il miglior materiale oggi disponibile sul mercato.
  Questo prodotto trova applicazione sia in campo civile che industriale, dai piccoli impianti sino alle centrali termiche di grosse strutture ospedaliere, produttive e comunitarie.
  Possono essere installate sia all'interno che all'esterno degli edifici, grazie all'efficace sistema di coibentazione che ne assicura l'ottimale rendimento in ogni condizione climatica, e non richiedono opere aggiuntive da eseguire in cantiere in fase di installazione.
  In funzione della elevata qualità dei materiali impiegati, mantengono inalterate le proprie caratteristiche in presenza di temperature che variano tra i 500°C circa in funzionamento continuo, sino a punte massime occasionali di 750°C circa.
  Sono costruite in acciaio inossidabile austenitico ad elementi modulari di sezione circolare, con saldatura longitudinale continua con procedimento automatico al plasma, e sistema di innesto rapido a bicchiere, con l'applicazione di una robusta fascetta di giunzione, progettata in modo tale da assicurare la massima tenuta alle condense interne ed alla infiltrazione di liquidi dall'esterno, consentendo inoltre l'assorbimento delle dilatazioni termiche sul diametro interno.
  La parete interna è realizzata in acciaio inox AISI 316L, spessore 6/10 mm, mentre quella esterna viene solitamente realizzata in acciaio inox AISI 304; su richiesta, per specifiche esigenze architettoniche,  la parete esterna può essere realizzata in rame od in acciaio zincato verniciato a forno nei colori RAL. La coibentazione intermedia  e realizzata con uno strato di lana minerale alta densità di spessore 50 mm, che assicura un alto grado di isolamento.
  Sono prodotte in una vasta gamma di diametri ed includono tutti gli elementi speciali e gli accessori richiesti per una corretta e semplice installazione a norma.
  Il dimensionamento e la progettazione devono essere affidati al produttore o ad un tecnico specializzato.

 

Camini per impianti collettivi per caldaie autonome

  Il diffuso orientamento alla installazione di impianti di riscaldamento autonomi, congiuntamente alla emanazione della Legge 10/91, che impone negli edifici multipiano lo scarico dei prodotti della combustione oltre il tetto dell'edificio, rende particolarmente conveniente e risolutivo l'utilizzo di canne fumarie collettive.
  L'impiego di tale sistema consente infatti la contemporanea evacuazione dei prodotti della combustione di più apparecchi posizionati su piani sovrapposti, come previsto e disciplinato dalle norme UNI 10640 e UNI 10641.
  Gli evidenti vantaggi economici ed estetici di questa soluzione, che evita la necessità di installare una canna fumaria per ciascuna utenza, determinano una crescente attenzione da parte del mercato.
  La flessibilità di utilizzo delle canne fumarie collettive in acciaio inox trova un interessante campo di applicazione anche nel caso di trasformazione di impianti termici centralizzati in impianti autonomi. Numerosi e consistenti sono i vantaggi di questa scelta, che consente di minimizzare le opre murarie e di demolizione, ridurre gli ingombri dei condotti dei fumi, semplificare la posa in opera anche in situazioni difficili ed adattarsi facilmente ad ogni esigenza di carattere architettonico.

Canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo "B" a tiraggio naturale

Collettiva.jpg (9100 byte)Questo tipo di installazione costituisce un sistema unico per l'evacuazione dei fumi provenienti da più apparecchi di tipo B a tiraggio naturale, aventi potenzialità non superiore ai 35 kw ed installati su piani sovrapposti.
  La realizzazione della canna fumaria collettiva ramificata (C.C.R.) è disciplinata dalla nuova Norma UNI 10640 del 1997, che prevede lo scarico dei singoli apparecchi in un collettore principale, mediante condotti secondari aventi un'altezza pari ad un piano e collegati al collettore tramite un raccordo con inclinazione non minore di 135° rispetto all'asse verticale.
  Ai condotti secondari debbono essere collegati apparecchi dello stesso tipo, non più di uno per piano, alimentati con il medesimo combustibile, e con portate termiche nominali che non differiscano di oltre il 30% in meno rispetto alla portata termica massima allacciabile.
  Il numero massimo di piani servibili da una C.C.R. deve essere rapportato alla effettiva capacità di evacuazione del collettore principale, il quale non deve comunque ricevere più di 5 immissioni provenienti dai condotti secondari: una C.C.R. può pertanto servire al massimo uno stabile di 6 piani, con l'ultimo condotto in alto che scarichi direttamente in atmosfera. Nel caso di edifici con un maggior numero di piani, dovranno essere previste due o più canne fumarie.
  Il tratto terminale della C.C.R. deve avere un'altezza minima pari a 3 metri; alla sommità del condotto deve essere posto un comignolo avente conformazione tale da facilitare la dispersione dei prodotti della combustione anche in condizioni atmosferiche avverse e la quota di sbocco del comignolo deve essere realizzata in conformità di quanto previsto dalla Norma UNI 7129.
  Il dimensionamento delle C.C.R. deve essere eseguito dalle aziende costruttrici o da tecnici qualificati sulla base dei dati specifici relativi alla installazione degli apparecchi ed alla ubicazione dello stabile.

 

Canne fumarie collettive coassiali per apparecchi di tipo "B" a tiraggio naturale

coassiale.jpg (22297 byte)Le canne collettive coassiali rappresentano una soluzione alternativa alla canna collettiva ramificata, della quale mantengono tutte le caratteristiche tecniche, così come il pieno rispetto delle indicazioni stabilite dalla norma UNI 10640.
  In questo tipo di installazione, i condotti secondari sono interni rispetto al collettore principale, che avrà pertanto una sezione utile di evacuazione adeguata e stabilita dai calcoli del dimensionamento.
  I vantaggi sono di carattere pratico ed economico: al minore ingombro dovuto al solo collettore principale, va infatti aggiunta la possibilità di realizzare i condotti secondari utilizzando elementi a semplice parete, sfruttando l'isolamento termico offerto dalla coibentazione del condotto principale.
  I collegamenti tra la canna collettiva coassiale ed i canali da fumo provenienti dagli apparecchi sono assicurati da un particolare raccordo a "T" che incorpora al suo interno il deviatore di partenza del condotto secondario. Specifici collari distanziatori servono a centrare i condotti secondari rispetto al collettore principale.
  Le indicazioni relative alla tipologia degli apparecchi collegabili, al numero delle immissioni consentite, al tratto terminale ed al comignolo, sono identiche a quelle stabilite per le canne collettive ramificate precedentemente descritte: un solo allacciamento per piano, caldaie dello stesso tipo con differenze di potenza nominale non superiori al 30% della massima potenza allacciabile, identico combustibile, tratto del condotto secondario interno non inferiore all'altezza di un piano, massimo di 5 caldaie sovrapposte allacciabili allo stesso condotto principale, con l'eventuale sesta caldaia provvista di uno sbocco autonomo in atmosfera.
  Anche le canne collettive coassiali devono essere dimensionate dalle aziende costruttrici o da tecnici qualificati, sulla base delle caratteristiche proprie della singola installazione, come previsto dalla Norma UNI 10640.

 

Canne fumarie collettive per caldaie di tipo "C" a tiraggio forzato

Collettiva1.jpg (42795 byte)Particolarmente diffusa è l'installazione di canne fumarie collettive al servizio di apparecchia a gas di tipo C a tiraggio forzato e camera stagna.
  La norma UNI 10641 del 1997 definisce i criteri di progettazione e verifica della canna collettiva idonea a convogliare gli scarichi di più caldaie di tipo C posizionate su piani sovrapposti e alimentate dallo stesso combustibile.
  L'aria comburente viene prelevata dall'apparecchio direttamente all'esterno o tramite un apposito condotto; il collegamento tra i singoli canali da fumo e la canna fumaria collettiva avviene mediante un particolare raccordo a "T" con uscita ridotta rispetto al condotto verticale, oppure, in caso di apparecchi con uscita fumi ed alimentazione concentriche, con un raccordo ad attacco combinato aria/fumi, che assicura contemporaneamente l'afflusso dell'aria comburente e lo scarico dei fumi combusti.
  Il numero di apparecchi collegabili deve essere rapportato alla effettiva capacità di evacuazione del condotto, stabilita secondo il disposto della norma; in ogni caso non è consentito di allacciare più di un apparecchio per piano, con un massimo di 8 apparecchi per condotti provvisti di apertura di compensazione, e di 6 apparecchi per condotti che ne siano privi.
  Le norme per i comignoli sono identiche a quelle delle altre canne fumarie.
  Anche questo tipo di installazione deve essere dimensionato dal produttore o da un tecnico qualificato.

 

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Pagina aggiornata al 13/03/05

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