Montare la scala a chiocciola
Fasi di montaggio
1. L'asse centrale
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La prima cosa da posizionare è l'asse centrale. E' anche la prima cosa da fare con la massima accuratezza possibile. Piuttosto che cercare di calcolare teoricamente il centro del foro, che potrebbe essere irregolare, è meglio usare come guida il pianerottolo di sbarco. Con l'aiuto di qualcuno ( questa non è un operazione da fare da soli) sistemate l'asse centrale in una posizione che vi sembri ragionevolmente vicina a quella finale, ed inserite il pianerottolo, accostandolo poi al punto scelto come zona di sbarco, come mostrato nelle figure 2 e 3. |
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| Fig. 1 | Fig. 2 | Fig. 3 |
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Per aiutarvi a tenere in posizione il pianerottolo sull'asse centrale alla giusta altezza potete utilizzare una pinza a scatto od un pappagallo strettamente serrati intorno all'asse. |
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| Foto 1 | ||
| Accostato il pianerottolo all'orlo del foro nel punto
di sbarco, verificate che l'asse centrale sia perfettamente verticale,
utilizzando un filo a piombo od una livella. ( Foto 1) Non fidatevi di controlli 'ad occhio', l'occhio inganna facilmente in un ambiente con pareti e pavimenti molto vicini che creano fughe ingannevoli. |
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Foto 2 |
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Una volta certi della posizione dell'asse centrale, segnate con una matita da carpentiere od un pennarello i punti dove andranno fissati i tasselli di bloccaggio, usando i fori presenti nella piastra di base. A questo punto potete togliere il pianerottolo, spostare l'asse centrale, realizzare i fori nel pavimento in corrispondenza dei punti segnati, rimettere in sede l'asse senza più la guida del pianerottolo e provvedere al fissaggio mediante tasselli ad espansione o perni. L'asse starà in piedi da sè nel punto giusto. |
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Fig. 4 |
Foto 3 |
Dopo aver fissato i tasselli, ricontrollare
l'allineamento verticale dell'asse. Talvolta capita che un tassello tirato più
degli altri tenda a sua volta a 'tirare' l'asse da un lato. In questo caso
allentate o tirate più o meno gli altri tasselli per tornare all'equilibrio.
Ricordate che non è mai necessario stringere 'a morte' nessun
fissaggio. Una volta che la chiave tende a forzare, basta una stretta ed il
lavoro è finito. L'asse centrale lavora a schiacciamento, i tasselli servono
solo ad evitare scivolamenti laterali.
Ugualmente, non è necessario che i tasselli siano
particolarmente profondi. Specie in caso di montaggio su terrazzi esterni, dove
c'è rischio di perforare la guaina, pochi centimetri sono sufficienti. In questi
casi, versare un po' di silicone nei fori prima di inserire i tasselli può
essere prudente.
2. Gradini e distanziali centrali
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Fissato a terra l'asse centrale, si può cominciare ad
infilare su di esso, calandoli dall'alto, i vari elementi della scala. Il primo elemento da infilare è il copripiastra grande. Non essendo un elemento strutturale, molti dimenticano di inserirlo per primo. Non fate questo errore, non è possibile inserirlo successivamente. Se lo si dimentica, non si può che rismontare completamente la scala e ricominciare da capo. |
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Fig. 5 |
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Dopo il copripriastra, si possono cominciare a calare
i distanziali ed i gradini, prima un distanziale poi un gradino e così via. Il primo distanziale da infilare è più corto di un centimetro rispetto agli altri, per compensare lo spessore della piastra di base: cercatelo ed inseritelo per primo. Il distanziale deve infilarsi nel foro del copripiastra ed andare a poggiarsi direttamente sulla piastra di base dell'asse centrale. Se non succede, significa che il copripiastra non è centrato. Questo passaggio è importante: se il primo distanziale poggia sul copripiastra invece che direttamente sulla piastra nascosta alla base del palo, l'alzata della scala risulterà falsata e tutto il suo peso graverà su un elemento che non è di sostegno e che finirà per spezzarsi. |
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Fig. 6 |
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Quando si inseriscono i gradini in successione nell'asse
centrale, ci sono un paio di cose cui bisogna fare attenzione.
Inoltre, per mantenere quanto più possibile in equilibrio
l'asse centrale durante l'inserimento dei gradini, conviene sistemarli
provvisoriamente con una disposizione a 'pettine contrapposto', mostrato
nella Figura 7, a sinistra. |
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Fig. 7 |
Foto 4 |
Foto 5 |
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Infilando i gradino solo nel perno
centrale, senza distanziali laterali e senza che la balaustra finale li
serri e li schiacci in sede, accade che il gioco che esiste tra il foro del
gradino ed il diametro dell'asse centrale li faccia pendere un poco verso il
basso. Questa pendenza crea una leva che solleva leggermente il distanziale centrale sopra il gradino. La somma di questi leggeri sollevamenti può dare l'impressione, arrivati ad inserire l'ultimo gradino, che la scala sia più alta del dovuto. Niente paura: basta inserire la balaustra terminale e serrare il bullone di bloccaggio ed i gradini andranno automaticamente a posto alla quota giusta, come si vedrà più avanti. ( Foto 6 e 7. La plastica che avvolge la scala serve a proteggere la verniciatura durante il montaggio) |
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Foto 7 |
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Proseguire l'inserimento dei gradini sino a posizionare il
pianerottolo accostandolo al punto prescelto per lo sbarco.
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Fig. 8 |
Fig. 9 |
3) Il fissaggio del pianerottolo
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Insieme alla scala vengono fornite anche delle
staffe, almeno tre ( Figura 10). Due di queste staffe servono a
fissare il pianerottolo di sbarco allo spessore del solaio. (Solai
particolari potranno richiedere staffe particolari, ma questi casi vengono
trattati in sede di definizione dell'ordine). Il pianerottolo è una sorta di triangolo isoscele in cui il vertice opposto alla base è inserito nell'asse centrale, mentre gli altri due vertici ai lati della base corrispondono a due fori. In uno di questi fori andrà fissata la balaustra finale, nell'altro la prima colonnina della ringhiera, ma, contemporaneamente, vengono utilizzati per fissare la scala alle staffe e quindi al solaio. Cominciate col fissare la prima staffa dal lato dello sbarco opposto a quello da cui scenderanno i gradini verso il basso, che corrisponde anche a quello dove andrà posizionata la balaustra terminale. Una occhiata alla Figura 11 sarà di aiuto |
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Fig. 10 |
La balaustra terminale è un blocco unico. che porta un tubo diametro 50 mm che andrà inserito a coprire l'asse centrale, e due o quattro colonnine, a seconda del numero di elementi per ringhiera che avete scelto per la vostra scala. Nella balaustra è già inserito il corrimano, più un piatto di portata alla base, che è tenuto sollevato rispetto al piano del gradino. L'ultima colonnina porta inserito un perno filettato, che andrà infilato nel foro del pianerottolo. Per compensare la differenza di quota tra il piatto di portata ed il piano del gradino, in corrispondenza del perno filettato va inserito un piccolo elemento distanziale, che farà da punto di forza per consentire di stringere il dado che bloccherà il tutto. ( Figura 12 )
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Fig. 11 |
Fig. 12 |
Posizionata la balaustra in sede ( Figura 13 ), è ora di bloccare almeno parzialmente e rendere solidale l'insieme dei gradini e dell'asse centrale. Il palo ha una misura di circa una decina di centimetri inferiore a quella della balaustra. Inserendo dall'alto nel tubo centrale della balaustra il bullone da 18MA con la sua rondella ( Figura 14 ), e stringendo progressivamente, si schiacciano tutti i gradini verso il basso. Evitate anche questa volta di stringere 'a morte', almeno per il momento. I gradini devono tornare in piano, ma deve esserci abbastanza gioco da poterli ruotare intorno all'asse centrale senza troppe difficoltà.
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Fig. 13 |
Fig. 14 |
Una volta stretti i gradini e riportato il pianerottolo alla giusta quota rispetto al pavimento, è ora di fissare la prima staffa. I due fori della parte verticale servono a bloccarla allo spessore del solaio con dei tasselli, mentre il foro della parte orizzontale serve a ricevere il perno filettato che proviene dalla balaustra terminale, che verrà bloccato col dado cieco in dotazione. ( Figure 15 e 16 )
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Fig. 15 |
Fig. 16 |
Di seguito si passa al fissaggio della seconda staffa, che unisce insieme nel fissaggio il pianerottolo, il primo gradino a scendere, il primo distanziale laterale e la prima colonnina della ringhiera.
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La prima cosa da fare è ruotare il primo gradino che
si trova per quota subito sotto il pianerottolo e posizionarlo in modo che
il suo foro esterno 'a salire' sia in corrispondenza del foro esterno
'a scendere' del pianerottolo. Supponiamo che una occhiata alla Figura 17 qui a lato renda la cosa più chiara. Tra i distanziali laterali in dotazione, c'è ne è uno di un centimetro circa più corto degli altri. Prendetelo e posizionatelo tra il pianerottolo ed il gradino, in corrispondenza dei fori. Il centimetro mancante sarà riempito dallo spessore della staffa di fissaggio ( vedi Figure 18 e 19 ) |
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Fig. 17
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Fig. 18
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Fig. 19
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A questo punto si prende una colonnina, e la si inserisce, come illustrato nelle figure sotto ed a sinistra, avendo cura di centrare tutti i fori, quello del pianerottolo, quello della staffa, quello del distanziale e quello del gradino all'alzata inferiore |
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Fig. 20 |
Figura 21 |
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Infine si passa a serrare il tutto con uno dei dadi
ciechi di ottone da 18 ma in dotazione. Qui si può anche stringere con un
po' di energia, questi fissaggi sono importanti. Da questo momento in poi si procede con maggiore speditezza e facilità. La scala è ormai solidamente fissata, si possono rimuovere tutti i sostegni usati sinora per tenerla in sicurezza. |
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Fig. 22 |
4) Le colonnine della ringhiera
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Facendo ruotare i gradini sull'asse uno per uno, si posizionano via via uno sotto l'altro nella giusta sequenza, si interpone un distanziale laterale, si infila una colonnina, si stringe. Così via fino all'ultimo gradino in basso, il primo a salire. |
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Fig. 23 |
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Qui si vede l'inserimento della seconda colonnina. Proseguire sempre a scendere nello stesso modo: posizionare il gradino, interporre il distanziale, infilare la colonnina, serrare con il dado e passare al gradino successivo. |
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Fig. 24 |
Potete anche disporre tutti i gradini prima di infilare le colonnina, giusto per verificare se i vostri calcoli sono stati eseguiti correttamente e se il primo gradino capita dove volevate. Qui siete ancora in tempo a spostare il pianerottolo senza dover ripetere troppo lavoro.
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Fig. 25 |
Fig. 26 |
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Ecco a lato la scala con tutte le colonnine inserite e fissate, tranne la prima. La nostra scala comincia a prendere corpo. |
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Fig. 27 |
5) La colonnina di partenza
Il fissaggio della prima colonnina, col suo piedino regolabile, richiede un po' di pazienza.
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Fig. 28 |
Fig. 29 |
Fra le colonnine in dotazione ce nè e una diversa dalle altre. Il piede, che è la parte più corta sotto il nottolino ornamentale, invece di avere una parte filettata esternamente, è più corto ed ha un foro filettato internamente. Assieme a questa colonnina particolare, viene fornito un piedino, costituito da una barra filettata saldata ad una rondella, e corredato di un bullone e di una rondella più piccola (vedi Figura 29 )
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Fig. 30 |
Fig. 31 |
La sequenza di operazioni necessaria per fissare prima
colonnina e piedino è esposta nelle Figure 30 - 31 - 32 - 33
Inserire il distanziale laterale dentro il copripiastra
piccolo ( Figura 30), quindi inserire il piedino filettato dentro il
distanziale, dalla parte che corrisponde alla convessità del copripiastra (
Figura 31 ) dopo aver avvitato il bullone sino a fine corsa ed aver inserito
la rondella. La rondella impedirà al bullone di essere 'inghiottito' dal foro
del distanziale.
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Fig. 32 |
Fig. 33 |
Posizionare l'insieme distanziale-copripiastra-piedino
filettato in sede sotto al primo gradino ( Figura 32 ), poi inserire da
sopra nel foro la colonnina di partenza e cercare di avvitarla al piedino (
Figura 33 ). Questa operazione si svolge un po' alla cieca in effetti, ma
con un po' di pazienza non è così difficile. Tenere bloccato il piedino con una
pinza mentre si cerca di avvitare la colonnina aiuta a compiere rapidamente
l'operazione. Una volta che la colonnina ha 'preso' la filettatura, avvitarla
sino a che la borchia ornamentale non tocchi il gradino. Poi, usando una chiave
inglese, svitare il bullone del piedino filettato, facendolo salire verso
l'alto, sino a stringere con una certa forza. Infine, lasciar ricadere la
copripiastra, che nasconderà il tutto.
Per completare questa operazione sarebbe comodo, in effetti,
avere tre mani. Come abbiamo già detto, la posa in opera di una scala in ghisa
andrebbe affrontata almeno in due.
N.B. Il piedino filettato viene solitamente fornito più lungo di quel che i calcoli teorici richiederebbero. Questo per compensare eventuali differenze di quota su pavimentazioni sconnesse, specie in esterno. Potrà perciò essere necessario accorciarlo, cosa facilmente fattibile con una sega per metalli.
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Ecco il risultato finale. |
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Fig. 32 |
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E questo è il lavoro svolto sinora. Conviene prendersi una pausa per il caffè, perchè adesso viene il bello. |
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Fig. 35 |
Mentre prendete il caffè, potete fissare il terminale della balaustra, che nasconderà la testa del bullone di serraggio della scala.
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Fig. 36 |
Fig. 37 |
6) Il corrimano
L'installazione del corrimano è la parte più
impegnativa di tutto il montaggio della scala, quella per cui avere un po' di
esperienza gioverebbe. Purtroppo, come tutta la sapienza artigianale, è
difficilmente trasferibile con parole ed immagini. Se non si è mai 'sentito' il
ferro piegarsi sotto lo sforzo delle proprie mani e dei propri attrezzi, è
difficile che la prima volta il risultato sia perfetto.
C'è di buono che il corrimano è l'elemento più economico
della scala. Se la prima volta non viene bene, la seconda verrà così così, ma la
terza, probabilmente, il risultato sarà accettabile...
Alcune nozioni generali saranno
comunque utili.
Il corrimano viene fornito già girato in piano, preforato
alla giusta distanza per la vostra scala e con le cieche predisposte per
ricevere le viti di fissaggio sulle colonnine.
Il diametro in piano è decisamente più grande di quello della
scala perchè, quando lo si apre per renderlo elicoidale, si restringe
inevitabilmente, arrivando alla giusta misura.
Il corrimano non ha un 'verso' prestabilito. Come anche le
scale, di cui si può decidere il verso di salita anche in sede di posa in opera,
può essere montato sia per scale destrorse che per scale sinistrorse.
Tutto quello che bisogna fare è 'aprirlo' nel verso giusto,
uno volta stabilito quale sia.
Supponendo di porci di fronte al corrimano disteso in piano a
terra, con le due estremità sovrapposte rivolte verso di noi, se solleviamo
verso l'alto l'estremità destra e verso il basso l'estremità sinistra (
Figura 38 ) avremo un corrimano per scala destrorsa (cioè, che gira verso
destra salendo), se invece solleviamo verso l'alto l'estremità sinistra e verso
il basso quella destra ( Figura 39 ) avremo un corrimano per scala
sinistrorsa ( cioè che gira verso sinistra salendo).
Le Figure 40 e 41 aiutano a spiegare la cosa,
la scala destrorsa ( Fig. 40 ) posta sotto il corrimano destrorso (
Fig. 38) e viceversa ( Fig. 39 e 41).
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Fig. 38 |
Fig. 39 |
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Fig. 40 |
Fig. 41 |
Anche l'operazione di aprire il corrimano
deve essere fatta in due. Farla correttamente da soli è impossibile ed anche
pericoloso.
Si può cominciare afferrando saldamente le due estremità del
corrimano, una per montatore, ed allontanarsi uno dall'altro, forzando con
cautela il corrimano ad aprirsi. Diciamo con cautela perchè, mentre si apre, il
corrimano si torce; forzare eccessivamente potrebbe concentrare la
trazione in un solo punto, in genere quello centrale, che potrebbe prendere una
piega eccessivamente profonda, che poi è impossibile da spianare nuovamente.
Naturalmente bisogna tenere il cerchio in verticale ed afferrare ognuno
l'estremità giusta, a seconda che si voglia preparare un corrimano destrorso o
sinistrorso.
Dopodichè, con una paio di attrezzi per piegare il ferro, che
i fabbri chiamano astutamente piegatori, ma che possono essere sostituiti da un
paio di robusti pappagalli o di chiavi inglesi, si comincia a torcere il
corrimano per renderlo elicoidale. Rendere un corrimano piatto elicoidale
significa trasformarlo in una spirale in cui però ogni sezione in larghezza,
ovunque presa, sia parallela al pavimento.
Anche qui un paio di foto renderanno l'idea meglio di mille
parole.
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| Foto 8 |
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| Foto 9 |
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Foto 10 |
Facendo scorrere i piegaferro piano piano lungo il corrimano e torcendo con la giusta forza sino alla giusta inclinazione, si ottiene un corrimano elicoidale perfetto. Qual'è la giusta inclinazione, lo scoprirete solo provando a sovrapporre il corrimano alle colonnine. Se non avete esperienza, occorreranno diverse prove, armatevi di pazienza. Una cosa importante: più le leve sono lunghe, minore è lo sforzo per piegare il ferro, leve troppo lunghe però sono difficili da maneggiare e controllare. La lunghezza giusta, in genere, è tra i 40 ed i 50 cm
Una volta che il corrimano abbia assunto più o meno la forma giusta, lo si presenta sulla scala. In genere è più comodo cominciare ad avvitarlo sulle colonnine partendo dall'alto. Man mano che si stringono le viti sarà necessario ancora qualche aggiustamento con i piegaferri.
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Foto 11 |
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Alla fine di tanti sforzi, il risultato dovrebbe essere questo. |
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Fig. 42 |
Fig. 43 |
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Foto 12 |
7) La colonnina intermedia
Se avete richiesto la ringhiera della scala
con due o più colonnine a gradino, è questo il momento di montarle, dopo
aver montato il corrimano sulle colonnine strutturali.
Sono infatti le colonnine strutturali (Quelle col piede filettato che
tengono insieme i gradini e quindi la scala) quelle su cui va calcolato e posato
il corrimano. Le colonnine intermedie vanno adattate dopo.
Il motivo è semplice. Le colonnine intermedie vengono
normalmente realizzate con una lunghezza leggermente inferiore a quella
teoricamente necessaria. Questo per motivi di economicità di produzione.
L'alzata della scala variabile a piacimento fa si che anche l'altezza delle
colonnine intermedie dovrebbe essere realizzata ad hoc per ogni singola scala.
Per ottimizzare la produzione, si è scelta un altra via: le colonnine
intermedie vengono realizzate tutte uguali, ma possono essere adattate a
qualunque scala.
Di seguito vi spieghiamo come.
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Presentando la colonnina intermedia così com'è al centro
della pedata esterna del gradino, dovreste trovarvi in una situazione simile
a quella presentata nella figura a fianco: la colonnina sembra corta.
Ed in effetti lo è.
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Fig. 44 |
Alla base della colonnina intermedia c'è
sempre la borchia ornamentale, uguale a quella delle colonnine strutturali, ma
in questo caso non saldata: non occorre che lo sia, dato che in questo
caso è davvero solamente ornamentale e non deve compiere alcun lavoro. (Nelle
colonnine strutturali la borchia ornamentale, solidamente saldata, lavora come
blocco contrapposto al dado di fissaggio)
Basta far scorrere la borchia verso l'alto, inserire un certo
numero di rondelle piccole ( che dovreste avere in dotazione tra ferramenta
fornita con la scala; se non ci sono, adesso potete telefonare e
protestare) lungo il perno filettato sino ad ottenere uno spessore sufficiente a
far toccare, verso l'alto, la testa della colonnina al corrimano. Infine si
stringe il dado di bloccaggio e si lascia cadere il nottolino, che nasconderà il
tutto.
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Fig. 45 |
Fig. 46 |
Fig. 47 |
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Completata l'operazione, la colonnina va al suo posto |
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Fig. 48 |
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Non resta che completare il lavoro su tutta la scala. |
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Fig. 49 |
8) I capiscala
I capiscala sono elementi puramente ornamentali. Si tratta in sostanza di colonnine più alte e di dimensioni maggiori con un elemento terminale ornamentale di maggiore 'importanza'. Normalmente una scala a chiocciola ne porta 3, uno in partenza della rampa elicoidale, uno al suo arrivo ed uno al termine della balaustra ornamentale. (Vedi Figure 50 e 51)
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Fig. 50 |
Fig. 51 |
Il caposcala della balaustra arriverà già premontato con
la balaustra terminale. Gli altri andranno montati come le colonnine normali,
con una differenza: andranno saldati al corrimano. Qui una certa
dimestichezza con gli attrezzi da saldatore è indispensabile per fare un buon
lavoro.
Il caposcala di partenza sarà dotato di piedino come la
colonnina di partenza, mentre il caposcala di arrivo sarà del tutto simile ad
una colonnina strutturale, tranne per le maggiori dimensioni.
Anche qui un paio di foto, tanto per darvi una idea. Nella
Foto 13 il saldatore è all'opera, nella Foto 14 si vede il corrimano
( in questo caso con il mezzotondo già posato sopra) parzialmente saldato.
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Foto 13 |
Foto 14 |
10 ) Il corrimano mezzotondo
Anche il mezzotondo è un elemento
ornamentale, che viene sovrapposto al piatto di serie per nasconderne le
viti, dare maggiore corposità al corrimano, renderlo più scorrevole.
Il corrimano mezzotondo viene consegnato anch'esso già girato
in piano, e va 'trattato' per renderlo elicoidale esattamente come il corrimano
piatto. Dopodichè va posizionato sopra al corrimano piatto già montato, bloccato
con delle pinze a scatto, e fissato con dei punti di saldatura distanziati di
qualche centimetro l'uno dall'altro. Alla fine, tutto va sfrullinato con cura e
passato con carta abrasiva per eliminare qualunque sbavatura e rendere il
corrimano perfettamente liscio. Qui ci vuole davvero una buona mano per fare un
buon lavoro.
Ancora qualche foto, e poi abbiamo finito.
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Foto 15 |
Foto 16 |
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Foto 17 |
Foto 18 |
N.B. Durante le operazioni di saldatura e frullinatura ricordarsi di proteggere con panni umidi e cartoni qualsiasi superficie che possa essere raggiunta da schizzi di saldatura o lapilli delle frullinatura. Indossare inoltre guanti, maschere protettive per viso ed occhi, abiti da lavoro coprenti.