Alfredo Neri

Montare la scala a chiocciola

Fasi di montaggio

1. L'asse centrale

 

    La prima cosa da posizionare è l'asse centrale. E' anche la prima cosa da fare con la massima accuratezza possibile.

    Piuttosto che cercare di calcolare teoricamente il centro del foro, che potrebbe essere irregolare, è meglio usare come guida il pianerottolo di sbarco.

    Con l'aiuto di qualcuno ( questa non è un operazione da fare da soli) sistemate l'asse centrale in una posizione che vi sembri ragionevolmente vicina a quella finale, ed inserite il pianerottolo, accostandolo poi al punto scelto come zona di sbarco, come mostrato nelle figure 2 e 3.

Fig. 1 Fig. 2 Fig. 3

    Per aiutarvi a tenere in posizione il pianerottolo sull'asse centrale alla giusta altezza potete utilizzare una pinza a scatto od un pappagallo strettamente serrati intorno all'asse.

Foto 1  
    Accostato il pianerottolo all'orlo del foro nel punto di sbarco, verificate che l'asse centrale sia perfettamente verticale, utilizzando un filo a piombo od una livella.
( Foto 1)
   Non fidatevi di controlli 'ad occhio', l'occhio inganna facilmente in un ambiente con pareti e pavimenti molto vicini che creano fughe ingannevoli.
  
 

Foto 2

    Una volta certi della posizione dell'asse centrale, segnate con una matita da carpentiere od un pennarello i punti dove andranno fissati i tasselli di bloccaggio, usando i fori presenti nella piastra di base. A questo punto potete togliere il pianerottolo, spostare l'asse centrale, realizzare i fori nel pavimento in corrispondenza dei punti segnati, rimettere in sede l'asse senza più la guida del pianerottolo e provvedere al fissaggio mediante tasselli ad espansione o perni. L'asse starà in piedi da sè nel punto giusto.   

Fig. 4

 

Foto 3

     Dopo aver fissato i tasselli, ricontrollare l'allineamento verticale dell'asse. Talvolta capita che un tassello tirato più degli altri tenda a sua volta a 'tirare' l'asse da un lato. In questo caso allentate o tirate più o meno gli altri tasselli per tornare all'equilibrio.  
    Ricordate che non è mai necessario stringere 'a morte' nessun fissaggio. Una volta che la chiave tende a forzare, basta una stretta ed il lavoro è finito. L'asse centrale lavora a schiacciamento, i tasselli servono solo ad evitare scivolamenti laterali.
    Ugualmente, non è necessario che i tasselli siano particolarmente profondi. Specie in caso di montaggio su terrazzi esterni, dove c'è rischio di perforare la guaina, pochi centimetri sono sufficienti. In questi casi, versare un po' di silicone nei fori prima di inserire i tasselli può essere prudente.

2. Gradini e distanziali centrali

    Fissato a terra l'asse centrale, si può cominciare ad infilare su di esso, calandoli dall'alto, i vari elementi della scala.
    Il primo elemento da infilare è il copripiastra grande. Non essendo un elemento strutturale, molti dimenticano di inserirlo per primo. Non fate questo errore, non è possibile inserirlo successivamente. Se lo si dimentica, non si può che rismontare completamente la scala e ricominciare da capo.

Fig. 5

 

 

    Dopo il copripriastra, si possono cominciare a calare i distanziali ed i gradini, prima un distanziale poi un gradino e così via.
    Il primo distanziale da infilare è più corto di un centimetro rispetto agli altri, per compensare lo spessore della piastra di base: cercatelo ed inseritelo per primo.
    Il distanziale deve infilarsi nel foro del copripiastra ed andare a poggiarsi direttamente sulla piastra di base dell'asse centrale. Se non succede, significa che il copripiastra non è centrato. Questo passaggio è importante: se il primo distanziale poggia sul copripiastra invece che direttamente sulla piastra nascosta alla base del palo, l'alzata della scala risulterà falsata e tutto il suo peso graverà su un elemento che non è di sostegno e che finirà per spezzarsi.

Fig. 6

 

 

    Quando si inseriscono i gradini in successione nell'asse centrale, ci sono un paio di cose cui bisogna fare attenzione.
    In primo luogo il verso di inserimento. I gradini delle nostre scale a chiocciola da un lato sono lisci, dall'altro presentano un contorno di rinforzo che può essere utilizzato come sede per l'inserimento di pedate in materiali diversi: legno, pietra, maiolica, etc. Se la scala prevede l'inserimento di queste pedate, il gradino andrà infilato con la parte concava verso l'alto.(Foto 5).

    Inoltre, per mantenere quanto più possibile in equilibrio l'asse centrale durante l'inserimento dei gradini, conviene sistemarli provvisoriamente con una disposizione a 'pettine contrapposto', mostrato nella Figura 7, a sinistra.
   Naturalmente occorrerà comunque un sostegno provvisorio per evitare che il palo si inclini sotto il peso dei gradini, dato che per adesso l'unico fissaggio è quello alla base. Tuttavia questa disposizione rende più facile mantenere l'equilibrio che non disponendo i gradini direttamente a raggiera, cosa che potrà essere fatta ugualmente in un secondo momento, dopo aver fissato il pianerottolo e bloccato l'asse centrale anche in alto.

Fig. 7

Foto 4

Foto 5

   


Foto 6

    Infilando i gradino solo nel perno centrale, senza distanziali laterali e senza che la balaustra finale li serri e li schiacci in sede, accade che il gioco che esiste tra il foro del gradino ed il diametro dell'asse centrale li faccia pendere un poco verso il basso.
    Questa pendenza crea una leva che solleva leggermente il distanziale centrale sopra il gradino. La somma di questi leggeri sollevamenti può dare l'impressione, arrivati ad inserire l'ultimo gradino, che la scala sia più alta del dovuto.
   Niente paura: basta inserire la balaustra terminale e serrare il bullone di bloccaggio ed i gradini andranno automaticamente a posto alla quota giusta, come si vedrà più avanti.
    ( Foto 6 e 7. La plastica che avvolge la scala serve a proteggere la verniciatura durante il montaggio)
   

Foto 7

  

   Proseguire l'inserimento dei gradini sino a posizionare il pianerottolo accostandolo al punto prescelto per lo sbarco.
   Se le misure sono state prese correttamente nella prima fase, non dovrebbero esserci problemi, accostando il pianerottolo al bordo del foro l'asse centrale deve risultare perfettamente centrato. Ricontrollare non fa mai male, da qui in poi si comincia a bloccare i pezzi tra loro e l'eventuale smontaggio per correggere qualche difetto diventa più lungo e complicato.

 

Fig. 8

Fig. 9

3) Il fissaggio del pianerottolo

    Insieme alla scala vengono fornite anche delle staffe, almeno tre ( Figura 10). Due di queste staffe servono a fissare il pianerottolo di sbarco allo spessore del solaio. (Solai particolari potranno richiedere staffe particolari, ma questi casi vengono trattati in sede di definizione dell'ordine).
    Il pianerottolo è una sorta di triangolo isoscele in cui il vertice opposto alla base è inserito nell'asse centrale, mentre gli altri due vertici ai lati della base corrispondono a due fori. In uno di questi fori andrà fissata la balaustra finale, nell'altro la prima colonnina della ringhiera, ma, contemporaneamente, vengono utilizzati per fissare la scala alle staffe e quindi al solaio.
   Cominciate col fissare la prima staffa dal lato dello sbarco opposto a quello da cui scenderanno i gradini verso il basso, che corrisponde anche a quello dove andrà posizionata la balaustra terminale.
    Una occhiata alla Figura 11 sarà di aiuto 

Fig. 10

 

    La balaustra terminale è un blocco unico. che porta un tubo diametro 50 mm che andrà inserito a coprire l'asse centrale, e due o quattro colonnine, a seconda del numero di elementi per ringhiera che avete scelto per la vostra scala. Nella balaustra è già inserito il corrimano, più un piatto di portata alla base, che è tenuto sollevato rispetto al piano del gradino. L'ultima colonnina porta inserito un perno filettato, che andrà infilato nel foro del pianerottolo. Per compensare la differenza di quota tra il piatto di portata ed il piano del gradino, in corrispondenza del perno filettato va inserito un piccolo elemento distanziale, che farà da punto di forza per consentire di stringere il dado che bloccherà il tutto. ( Figura 12 )

Fig. 11

Fig. 12

    Posizionata la balaustra in sede ( Figura 13 ), è ora di bloccare almeno parzialmente e rendere solidale l'insieme dei gradini e dell'asse centrale. Il palo ha una misura di circa una decina di centimetri inferiore a quella della balaustra. Inserendo dall'alto nel tubo centrale della balaustra il bullone da 18MA con la sua rondella ( Figura 14 ), e stringendo progressivamente, si schiacciano tutti i gradini verso il basso. Evitate anche questa volta di stringere 'a morte', almeno per il momento. I gradini devono tornare in piano, ma deve esserci abbastanza gioco da poterli ruotare intorno all'asse centrale senza troppe difficoltà.

Fig. 13

Fig. 14

    Una volta stretti i gradini e riportato il pianerottolo alla giusta quota rispetto al pavimento, è ora di fissare la prima staffa. I due fori della parte verticale servono a bloccarla allo spessore del solaio con dei tasselli, mentre il foro della parte orizzontale serve a ricevere il perno filettato che proviene dalla balaustra terminale, che verrà bloccato col dado cieco in dotazione. ( Figure 15 e 16 )

Fig. 15

Fig. 16

    Di seguito si passa al fissaggio della seconda staffa, che unisce insieme nel fissaggio il pianerottolo, il primo gradino a scendere, il primo distanziale laterale e la prima colonnina della ringhiera.

    La prima cosa da fare è ruotare il primo gradino che si trova per quota subito sotto il pianerottolo e posizionarlo in modo che il suo foro esterno 'a salire' sia in corrispondenza  del foro esterno 'a scendere' del pianerottolo. 
    Supponiamo che una occhiata alla Figura 17 qui a lato renda la cosa più chiara.
     Tra i distanziali laterali in dotazione, c'è ne è uno di un centimetro circa più corto degli altri. Prendetelo e posizionatelo tra il pianerottolo ed il gradino, in corrispondenza dei fori. Il centimetro mancante sarà riempito dallo spessore della staffa di fissaggio ( vedi Figure 18 e 19 )

Fig. 17

 

 

Fig. 18

 

Fig. 19

 

    A questo punto si prende una colonnina, e la si inserisce, come illustrato nelle figure sotto ed a sinistra, avendo cura di centrare tutti i fori, quello del pianerottolo, quello della staffa, quello del distanziale e quello del gradino all'alzata inferiore    

Fig. 20

Figura 21

 

    Infine si passa a serrare il tutto con uno dei dadi ciechi di ottone da 18 ma in dotazione. Qui si può anche stringere con un po' di energia, questi fissaggi sono importanti.
    Da questo momento in poi si procede con maggiore speditezza e facilità. La scala è ormai solidamente fissata, si possono rimuovere tutti i sostegni usati sinora per tenerla in sicurezza.

Fig. 22

 

4) Le colonnine della ringhiera

    Facendo ruotare i gradini sull'asse uno per uno, si posizionano via via uno sotto l'altro nella giusta sequenza, si interpone un distanziale laterale, si infila una colonnina, si stringe. Così via fino all'ultimo gradino in basso, il primo a salire.

Fig. 23

 

 

     Qui si vede l'inserimento della seconda colonnina. Proseguire sempre a scendere nello stesso modo: posizionare il gradino, interporre il distanziale, infilare la colonnina, serrare con il dado e passare al gradino successivo.

Fig. 24

 

    Potete anche disporre tutti i gradini prima di infilare le colonnina, giusto per verificare se i vostri calcoli sono stati eseguiti correttamente e se il primo gradino capita dove volevate. Qui siete ancora in tempo a spostare il pianerottolo senza dover ripetere troppo lavoro.

Fig. 25

Fig. 26

   
   Ecco a lato la scala con tutte le colonnine inserite e fissate, tranne la prima. La nostra scala comincia a prendere corpo.

Fig. 27

 

    5) La colonnina di partenza

    Il fissaggio della prima colonnina, col suo piedino regolabile, richiede un po' di pazienza.

Fig. 28

Fig. 29

    Fra le colonnine in dotazione ce nè e una diversa dalle altre. Il piede, che è la parte più corta sotto il nottolino ornamentale, invece di avere una parte filettata esternamente, è più corto ed ha un foro filettato internamente. Assieme a questa colonnina particolare, viene fornito un piedino, costituito da una barra filettata saldata ad una rondella, e corredato di un bullone e di una rondella più piccola (vedi Figura 29 )

Fig. 30

Fig. 31

    La sequenza di operazioni necessaria per fissare prima colonnina e piedino è esposta nelle Figure 30 - 31 - 32 - 33
   
Inserire il distanziale laterale dentro il copripiastra piccolo ( Figura 30), quindi inserire il piedino filettato dentro il distanziale, dalla parte che corrisponde alla convessità del copripiastra ( Figura 31 ) dopo aver avvitato il bullone sino a fine corsa ed aver inserito la rondella. La rondella impedirà al bullone di essere 'inghiottito' dal foro del distanziale.

Fig. 32

Fig. 33

    Posizionare l'insieme distanziale-copripiastra-piedino filettato in sede sotto al primo gradino ( Figura 32 ), poi inserire da sopra nel foro la colonnina di partenza e cercare di avvitarla al piedino ( Figura 33 ). Questa operazione si svolge un po' alla cieca in effetti, ma con un po' di pazienza non è così difficile. Tenere bloccato il piedino con una pinza mentre si cerca di avvitare la colonnina aiuta a compiere rapidamente l'operazione. Una volta che la colonnina ha 'preso' la filettatura, avvitarla sino a che la borchia ornamentale non tocchi il gradino. Poi, usando una chiave inglese, svitare il bullone del piedino filettato, facendolo salire verso l'alto, sino a stringere con una certa forza. Infine, lasciar ricadere la copripiastra, che nasconderà il tutto.
    Per completare questa operazione sarebbe comodo, in effetti, avere tre mani. Come abbiamo già detto, la posa in opera di una scala in ghisa andrebbe affrontata almeno in due.

    N.B. Il piedino filettato viene solitamente fornito più lungo di quel che i calcoli teorici richiederebbero. Questo per compensare eventuali differenze di quota su pavimentazioni sconnesse, specie in esterno. Potrà perciò essere necessario accorciarlo, cosa facilmente fattibile con una sega per metalli.

   Ecco il risultato finale.

Fig. 32

 

 

   E questo è il lavoro svolto sinora.
   Conviene prendersi una pausa per il caffè, perchè adesso viene il bello.

Fig. 35

 

    Mentre prendete il caffè, potete fissare il terminale della balaustra, che nasconderà la testa del bullone di serraggio della scala.

Fig. 36

Fig. 37

6) Il corrimano

    L'installazione del corrimano è la parte più impegnativa di tutto il montaggio della scala, quella per cui avere un po' di esperienza gioverebbe. Purtroppo, come tutta la sapienza artigianale, è difficilmente trasferibile con parole ed immagini. Se non si è mai 'sentito' il ferro piegarsi sotto lo sforzo delle proprie mani e dei propri attrezzi, è difficile che la prima volta il risultato sia perfetto.
    C'è di buono che il corrimano è l'elemento più economico della scala. Se la prima volta non viene bene, la seconda verrà così così, ma la terza, probabilmente, il risultato sarà accettabile...

    Alcune nozioni generali saranno comunque utili.
    Il corrimano viene fornito già girato in piano, preforato alla giusta distanza per la vostra scala e con le cieche predisposte per ricevere le viti di fissaggio sulle colonnine.
    Il diametro in piano è decisamente più grande di quello della scala perchè, quando lo si apre per renderlo elicoidale, si restringe inevitabilmente, arrivando alla giusta misura.
    Il corrimano non ha un 'verso' prestabilito. Come anche le scale, di cui si può decidere il verso di salita anche in sede di posa in opera, può essere montato sia per scale destrorse che per scale sinistrorse.
    Tutto quello che bisogna fare è 'aprirlo' nel verso giusto, uno volta stabilito quale sia.
    Supponendo di porci di fronte al corrimano disteso in piano a terra, con le due estremità sovrapposte rivolte verso di noi, se solleviamo verso l'alto l'estremità destra e verso il basso l'estremità sinistra ( Figura 38 ) avremo un corrimano per scala destrorsa (cioè, che gira verso destra salendo), se invece solleviamo verso l'alto l'estremità sinistra e verso il basso quella destra ( Figura 39 ) avremo un corrimano per scala sinistrorsa ( cioè che gira verso sinistra salendo).
    Le Figure 40 e 41 aiutano a spiegare la cosa, la scala destrorsa ( Fig. 40 ) posta sotto il corrimano destrorso ( Fig. 38)  e viceversa ( Fig. 39 e 41).

Fig. 38

Fig. 39

Fig. 40

Fig. 41

    Anche l'operazione di aprire il corrimano deve essere fatta in due. Farla correttamente da soli è impossibile ed anche pericoloso.
    Si può cominciare afferrando saldamente le due estremità del corrimano, una per montatore, ed allontanarsi uno dall'altro, forzando con cautela il corrimano ad aprirsi. Diciamo con cautela perchè, mentre si apre, il corrimano si torce; forzare eccessivamente potrebbe concentrare la trazione in un solo punto, in genere quello centrale, che potrebbe prendere una piega eccessivamente profonda, che poi è impossibile da spianare nuovamente.  Naturalmente bisogna tenere il cerchio in verticale ed afferrare ognuno l'estremità giusta, a seconda che si voglia preparare un corrimano destrorso o sinistrorso.
    Dopodichè, con una paio di attrezzi per piegare il ferro, che i fabbri chiamano astutamente piegatori, ma che possono essere sostituiti da un paio di robusti pappagalli o di chiavi inglesi, si comincia a torcere il corrimano per renderlo elicoidale. Rendere un corrimano piatto elicoidale significa trasformarlo in una spirale in cui però ogni sezione in larghezza, ovunque presa, sia parallela al pavimento.
    Anche qui un paio di foto renderanno l'idea meglio di mille parole.

Foto 8

Foto 9

Foto 10

    Facendo scorrere i piegaferro piano piano lungo il corrimano e torcendo con la giusta forza sino alla giusta inclinazione, si ottiene un corrimano elicoidale perfetto. Qual'è la giusta inclinazione, lo scoprirete solo provando a sovrapporre il corrimano alle colonnine. Se non avete esperienza, occorreranno diverse prove, armatevi di pazienza. Una cosa importante: più le leve sono lunghe, minore è lo sforzo per piegare il ferro, leve troppo lunghe però sono difficili da maneggiare e controllare. La lunghezza giusta, in genere, è tra i 40 ed i 50 cm

    Una volta che il corrimano abbia assunto più o meno la forma giusta, lo si presenta sulla scala. In genere è più comodo cominciare ad avvitarlo sulle colonnine partendo dall'alto. Man mano che si stringono le viti sarà necessario ancora qualche aggiustamento con i piegaferri.

Foto 11

 

    Alla fine di tanti sforzi, il risultato dovrebbe essere questo.

Fig. 42

Fig. 43

 

Foto 12

7) La colonnina intermedia

    Se avete richiesto la ringhiera della scala con due o più colonnine a gradino, è questo il momento di montarle, dopo aver montato il corrimano sulle colonnine strutturali.
    Sono infatti le colonnine strutturali (Quelle col piede filettato che tengono insieme i gradini e quindi la scala) quelle su cui va calcolato e posato il corrimano. Le colonnine intermedie vanno adattate dopo.
    Il motivo è semplice. Le colonnine intermedie vengono normalmente realizzate con una lunghezza leggermente inferiore a quella teoricamente necessaria. Questo per motivi di economicità di produzione. L'alzata della scala variabile a piacimento fa si che anche l'altezza delle colonnine intermedie dovrebbe essere realizzata ad hoc per ogni singola scala. Per ottimizzare la produzione, si è scelta un altra via: le colonnine intermedie vengono realizzate  tutte uguali, ma possono essere adattate a qualunque scala.
    Di seguito vi spieghiamo come.

    Presentando la colonnina intermedia così com'è al centro della pedata esterna del gradino, dovreste trovarvi in una situazione simile a quella presentata nella figura a fianco: la colonnina sembra corta. Ed in effetti lo è.
   Non cercate di forzare il corrimano avvitandolo comunque alla colonnina: il ferro si piegherà obbediente assecondando i vostri sforzi, ma il risultato sarà un corrimano a zig zag orribile da vedere e scomodo da usare.
    Prima di telefonare per protestare, leggete appresso.
    E' la colonnina intermedia che si adatta al corrimano, non viceversa.
    Le Figure 45, 46 e 47 vi spiegano come fare.

 

Fig. 44

 

    Alla base della colonnina intermedia c'è sempre la borchia ornamentale, uguale a quella delle colonnine strutturali, ma in questo caso non saldata: non occorre che lo sia, dato che in questo caso è davvero solamente ornamentale e non deve compiere alcun lavoro. (Nelle colonnine strutturali la borchia ornamentale, solidamente saldata, lavora come blocco contrapposto al dado di fissaggio)
    Basta far scorrere la borchia verso l'alto, inserire un certo numero di rondelle piccole ( che dovreste avere in dotazione tra ferramenta fornita con la scala; se non ci sono, adesso potete telefonare e protestare) lungo il perno filettato sino ad ottenere uno spessore sufficiente a far toccare, verso l'alto, la testa della colonnina al corrimano. Infine si stringe il dado di bloccaggio e si lascia cadere il nottolino, che nasconderà il tutto.

Fig. 45

Fig. 46

Fig. 47

 

    Completata l'operazione, la colonnina va al suo posto

Fig. 48

 

 

     Non resta che completare il lavoro su tutta la scala.

Fig. 49

 

    8) I capiscala

    I capiscala sono elementi puramente ornamentali. Si tratta in sostanza di colonnine più alte e di dimensioni maggiori con un elemento terminale ornamentale di maggiore 'importanza'. Normalmente una scala a chiocciola ne porta 3, uno in partenza della rampa elicoidale, uno al suo arrivo ed uno al termine della balaustra ornamentale. (Vedi Figure 50 e 51)

Fig. 50

Fig. 51

    Il caposcala della balaustra arriverà già premontato con la balaustra terminale. Gli altri andranno montati come le colonnine normali, con una differenza: andranno saldati al corrimano. Qui una certa dimestichezza con gli attrezzi da saldatore è indispensabile per fare un buon lavoro.
    Il caposcala di partenza sarà dotato di piedino come la colonnina di partenza, mentre il caposcala di arrivo sarà del tutto simile ad una colonnina strutturale, tranne per le maggiori dimensioni.
    Anche qui un paio di foto, tanto per darvi una idea. Nella Foto 13 il saldatore è all'opera, nella Foto 14 si vede il corrimano ( in questo caso con il mezzotondo già posato sopra) parzialmente saldato.

Foto 13

Foto 14

10 ) Il corrimano mezzotondo

    Anche il  mezzotondo è un elemento ornamentale, che viene sovrapposto al  piatto di serie per nasconderne le viti, dare maggiore corposità al corrimano, renderlo più scorrevole.
    Il corrimano mezzotondo viene consegnato anch'esso già girato in piano, e va 'trattato' per renderlo elicoidale esattamente come il corrimano piatto. Dopodichè va posizionato sopra al corrimano piatto già montato, bloccato con delle pinze a scatto, e fissato con dei punti di saldatura distanziati di qualche centimetro l'uno dall'altro. Alla fine, tutto va sfrullinato con cura e passato con carta abrasiva per eliminare qualunque sbavatura e rendere il corrimano perfettamente liscio. Qui ci vuole davvero una buona mano per fare un buon lavoro.
    Ancora qualche foto, e poi abbiamo finito.

Foto 15

Foto 16

Foto 17

Foto 18

   N.B. Durante le operazioni di saldatura e frullinatura ricordarsi di proteggere con panni umidi e cartoni qualsiasi superficie che possa essere raggiunta da schizzi di saldatura o lapilli delle frullinatura. Indossare inoltre guanti, maschere protettive per viso ed occhi, abiti da lavoro coprenti.