| Alfredo Neri | |
| Governare il fuoco
Una volta acceso il fuoco, bisogna mantenerlo efficiente e pulito. |
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Stufe a legna
Usare solo legna secca: la legna umida si accende con
difficoltà, brucia malamente, abbassa la temperatura all'interno della camera di fuoco e
produce molto fumo, che può spillare negli ambienti quando si apre la porta di
caricamento per rifornire la stufa.
Se si ha a disposizione solo legna umida, la si tagli in pezzi più piccoli
possibile, si lasci spazio tra un pezzo e l'altro, e si
tenga il controllo dell'aria più aperto: brucerà un po' meglio.
Avere cura di mantenere sempre un buon letto di brace ardente sul fondo della stufa, ed aggiungere legna non appena i ciocchi precedenti si sono trasformati in brace: il letto di brace mantiene la temperatura necessaria alla ignizione e alla corretta combustione.
Caricare la stufa con almeno 3 o 4 ciocchi di legno per volta. Il legno ha bisogno di una massa critica per bruciare correttamente: la fiamma si sviluppa nei punti di contatto tra un ciocco e l'altro. Un solo ciocco di legno alla volta brucerà malamente.
Disporre sempre i ciocchi incrociandoli in modo da lasciare aria tra l'uno e l'altro, per una corretta ossigenazione.
Cercare di mantenere sempre la fiamma accesa. La maggior parte del calore fornito viene dalla combustione dei gas o fumi. Se la fiamma scompare completamente, significa in generale che la legna sta producendo fumi incombusti, che sprecano energia e inquinano.
Evitare di sovraccaricare la stufa. Un fuoco relativamente piccolo e ben ossigenato brucia meglio e produce più calore di un grosso mucchio di legna che intasa la stufa.
Attizzare il fuoco può essere divertente, ma lo si faccia solo quando è strettamente indispensabile: ad ogni apertura della porta, un getto di aria ambiente raffredda la stufa, abbassandone la temperatura e rendendo più difficile la combustione.
Cercare di ricaricare la stufa prima che il fuoco si sia quasi spento. Comunque tenere sempre a portata di mano dei pezzetti di legna da accensione, per ravvivare la fiamma, se necessario.
Le buone stufe hanno un doppio accesso per l'aria: primario e secondario. L'aria primaria va utilizzata solo per accendere il fuoco e ravvivare la fiamma; ad andatura normale l'aria secondaria, posta generalmente sopra lo sportello di carico, è sufficiente ad una buona combustione, ed evita un inutile raffreddamento della stufa.
In generale, maggiore è l'afflusso di aria, maggiore il calore prodotto, minore la durata della carica; al contrario, minore l'afflusso di aria, minore il calore prodotto, più lunga la durata della carica.
Per un lungo fuoco notturno, attizzare le braci e riempire la stufa al massimo della capienza. Aprire la valvola dell'aria al massimo per almeno 15/20 minuti, per far prendere bene il fuoco ed asciugare la legna, quindi ridurre al minimo l'afflusso dell'aria. L'esatta andatura dipenderà dalla stufa, dal tipo di legna, dal tiraggio del camino, e richiederà qualche esperimento.
Stufe a carbone
Il carbone brucia dal basso verso l'alto: una stufa a carbone DEVE avere una griglia su cui depositare il carbone e questa griglia deve essere mantenuta sgombra dalla cenere. Il carbone produce molta più cenere della legna, quindi la griglia deve essere pulita spesso. Se la cenere intasa la griglia, viene impedito l'afflusso dell'aria di combustione, il fuoco tende a spegnersi e la griglia si surriscalda.
La griglia deve essere scossa per far cadere la cenere almeno due volte al giorno, o più spesso se la stufa è mantenuta ad alta andatura per lunghi periodi. Scuotere la griglia solo a stufa calda. Se il fuoco è molto lento e si deve togliere la cenere, è bene aprire il controllo dell'aria al massimo, scuotere leggermente la griglia per favorire il passaggio di aria, attendere che il fuoco sia ripreso, poi completare l'operazione di pulizia.
Il miglior risultato si ottiene in genere con brevi e rapide scosse, piuttosto che con movimenti lenti e profondi. La quantità delle scosse è importante: troppe o troppo poche possono estinguere il fuoco. Scuotere fintanto che qualche piccola brace ardente filtri attraverso la grata, ma lasciare un minimo di cenere su di essa per proteggerla dal surriscaldamento.
Nel cassetto per la cenere non deve mai accumularsene troppa, perché potrebbe impedire il passaggio dell'aria, spegnere il fuoco e surriscaldare la griglia.
Fare attenzione nel ricaricare la stufa. Aprire lentamente lo sportello di carico per consentire all'ossigeno di entrare e bruciare ogni eventuale gas incombusto, per evitare ritorni di fiamma.
ATTENZIONE
Mai usare una stufa come inceneritore: residui alimentari, giornali patinati, legni verniciati o trattati in qualunque modo, plastica o altre sostanze sintetiche non devono MAI essere gettati nel fuoco di qualunque tipo di stufa o camino. Il risultato è sempre inquinamento, gravi depositi di incombusti all'interno della stufa e della canna fumaria, pericoli di incendio.
Uso del Pirometro
Da quanto sopra descritto dovrebbe risultare evidente che per ottenere il
massimo dell'efficienza da una combustione a legna o carbone è richiesta una periodica
attenzione all'andatura della stufa.
Esiste un arco di temperature dei fumi di combustione all'interno delle quali si
può considerare la combustione pulita ed efficiente, che può variare a seconda degli
apparecchi e del combustibile impiegato, ma che in genere va da un minimo di circa 200°C
ad un massimo di circa 350°C. Temperature dei fumi inferiori al minimo provocano una
perdita di tiraggio in canna fumaria, con conseguente carenza di ossigeno alla
combustione, perdita di efficienza, formazione di creosoti, eccesso di ossido di carbonio.
Temperature superiori, invece, provocano un inutile surriscaldamento della stufa, un
eccesso di tiraggio che "strappa" la fiamma, con perdita di incombusti in canna
fumaria, ed un eccessivo consumo di combustibile.
Valutare "ad occhio" l'andamento della combustione non è facile.
Per la legna, una fiamma bluastra o incolore, su di un letto di brace gialla o rosso
brillante indica in genere una combustione efficiente, mentre un letto di braci rosso cupo
con una fiamma pigra e giallastra rivela una combustione scadente. Anche indizi indiretti,
come un eccesso residuo di ceneri, indicano una cattiva combustione. Fumi trasparenti in
uscita dal comignolo indicano una combustione pulita, mentre fumi opachi o scuri segnalano
un eccesso di incombusti.
Per chi non ha l'occhio esercitato, e per chiunque voglia essere certo di
trarre il massimo dal proprio impianto, l'uso di un pirometro, o termometro da stufa, è
la soluzione ideale.
Un pirometro da stufa è generalmente costituito da una lamina bimetallica avvolta
a spirale, sulla quale è fissato un indicatore che scorre su una scala graduata.
Sfruttando le diverse dilatazioni dei due metalli al variare della temperatura, la spirale
si stringe o si allarga, trascinando con sè l'indicatore e tracciando l'andamento della
combustione.
Non è uno strumento con precisione da laboratorio, ma è più che sufficiente per
i nostri scopi: posto sul piatto superiore della stufa o sul primo tratto
scoperto del canale da fumo, rivela la temperatura dei fumi di combustione, testimoniando
se la nostra stufa e la nostra legna stanno facendo onestamente il loro lavoro.
Pagina aggiornata al 13/03/05
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