| Alfredo Neri | |
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Scegliere la legna Il legno da bruciare nella stufa
dovrà prima di tutto essere ben stagionato. Oltre a questo, la possibilità di
scelta sarà condizionata dalla reperibilità della legna , e dal prezzo. Legno dolce o legno duro |
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Relativamente al peso, tutti i legni hanno più o meno lo stesso potere calorifico, ma poiché il legno duro è più denso, produce maggior calore in rapporto al volume.
I legni duri sono generalmente più densi e meno resinosi dei legni dolci; perciò bruciano più lentamente, producendo un calore più durevole. I legni dolci bruciano più rapidamente producendo un calore più forte, rendendoli ottimi per avviare il fuoco; usarli però, come combustibile principale significa dover ricaricare la stufa più spesso. I legni dolci producono anche maggiore creosoto, il che significa dover pulire più spesso il camino. Per ottenere un fuoco caldo e durevole la miglior cosa è mescolare un 20 per cento di legno dolce con un 80 per cento di legno duro.
Capacità di combustione a parte, i tipi di legno, allinterno delle due categorie, hanno delle specifiche caratteristiche che meritano di essere considerate. Per esempio, legni a fibra lunga e liscia, come il faggio ed il rovere rosso, sono più facili da spaccare di legni con fibre corte e contorte. Alcuni legni, compresi alcuni legni dolci, producono grandi quantità di fumo; altri contengono sacche di umidità che provocano scoppiettii durante la combustione, producendo faville e spargendo scintille. Molti alberi da frutto, come il melo, emanano una gradevole fragranza mentre bruciano. La tabella seguente mostra alcune di queste caratteristiche per i tipi più comuni di legno.
| Tipo di legno | Quantità di calore | Facilità di combustione | Densità dei fumi | Facilità di taglio |
| Legni duri | ||||
| Acero | Alta | Buona | Bassa | Buona |
| Betulla | Alta | Buona | Bassa | Buona |
| Ciliegio | Media | Buona | Bassa | Buona |
| Faggio | Alta | Buona | Bassa | Buona |
| Frassino | Alta | Buona | Bassa | Buona |
| Noce | Media | Buona | Bassa | Buona |
| Olmo | Media | Media | Media | Cattiva |
| Pioppo | Bassa | Buona | Media | Cattiva |
| Rovere | Alta | Buona | Bassa | Buona |
| Legni dolci | ||||
| Abete | Bassa | Media | Media | Media |
| Larice | Media | Buona | Media | Buona |
| Pino | Bassa | Media | Media | Media |
Chi nella vostra zona ha già esperienza di combustione a legna potrà informarvi sulle qualità di combustione dei legni disponibili. Saranno probabilmente daccordo che le scelte migliori sono: frassino, faggio, betulla, rovere, carpino,acero, tutti legni con alto potere calorifico, facilità di combustione, poco fumo prodotto, facilità di taglio.
Stagionatura della legna
Uno dei più frequenti errori che si commettono nel bruciare legna, è di
bruciare legna verde, non stagionata. Più della metà del peso della legna appena
tagliata è costituito dallacqua. Ci vogliono al minimo 9 mesi per stagionare il
legno, ed è meglio consentirgli di stagionare per almeno 2 anni , se possibile. Il legno
stagionato perde oltre il 60 per cento della sua umidità e perciò fornirà molto più
calore e sarà molto più facile accenderlo. Sarà anche molto più leggero da maneggiare.
La legna verde può contenere sino al 75% di umidità rispetto alla sua massa. Il legno è considerato secco quando contiene il 15/20% di umidità (circa 18-24 mesi di stagionatura ). La percentuale di umidità incide notevolmente sul potere calorico del legno, poiché una parte del calore sprigionato serve a far evaporare lacqua in esso contenuta e viene disperso in canna fumaria insieme al vapore prodotto. Per esempio, vediamo il potere calorico del faggio in rapporto allumidità:
Anidro
4456 Kcal/Kg
15% di umidità 3700 Kcal/Kg
30% di umidità 2940 Kcal/Kg
50% di umidità 1930 Kcal/Kg
Il faggio secco ( 15% di umidità ), rispetto allo stesso legno con il 30% di umidità, sprigiona il 25% in più di calore, ed il suo potere calorico si riduce alla metà quando lumidità è del 50%.
Si tenga presente che legna vecchia non significa di per sé legna secca: l'essiccazione della legna è funzione del tempo, ma anche della giusta collocazione e conservazione durante la stagionatura. Legna conservata molto a lungo senza protezione, od in ambienti umidi e mal ventilati, sarà più probabilmente marcia che secca.
La tabella seguente mostra i tempi medi di essiccazione da rispettare per ottenere buona legna da ardere.
| Umidità media del legno in percentuale | ||||
| Legna lasciata allaria aperta |
Legna messa al riparo 3 mesi dopo il taglio |
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| Tempo di essiccazione | Ciocchi | Tronchi | Ciocchi | Tronchi |
| 0 ( legna verde) | 75 | 78 | 75 | 78 |
| 3 mesi | 48 | 62 | 44 | 61 |
| 6 mesi | 37 | 46 | 29 | 35 |
| 9 mesi | 33 | 38 | 26 | 28 |
| 12 mesi | 26 | 35 | 25 | 27 |
| 18 mesi | 18 | 27 | 17 | 17 |
| 24 mesi | 16 | 24 | 16 | 14 |
| 30 mesi | 15 | 24 | 15 | 14 |
Insomma, potendo, non si deve avere fretta nell'utilizzare la legna che ci si è procurati: più secca sarà la legna, migliore, più economica e meno laboriosa sarà la qualità del riscaldamento che se ne ricaverà. Utilizzando legna secca di un anno, si potrà dimezzare la quantità di legna necessaria al riscaldamento.
Pagina aggiornata al 13/03/05
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